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“Febbre” da McCurry: il Monzani di Modena esaurito

di Martina Stocco
“Febbre” da McCurry: il Monzani di Modena esaurito

Tantissima gente per un grande evento con il fotoreporter americano

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Una serie di immagini scorreva veloce sullo schermo. Il pubblico era estasiato nel vedere le fotografie di Steve McCurry. Curiosità e stupore aumentavano negli occhi di chi “guardava le storie” raccontate dal fotoreporter americano attraverso l'obiettivo della sua macchina fotografica.

Centinaia di persone si sono presentate, con largo anticipo, lunedì sera all'ingresso del Forum Monzani per partecipare alla presentazione del libro “Il mondo di Steve McCurry”. In tanti sono riusciti ad entrare; altrettanti e forse qualcuno in più sono rimasti “a bocca asciutta”. Si è registrato, infatti, il cosiddetto “sold out” nel complesso di via Aristotele.

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Steve McCurry coi suoi racconti ha permesso ai presenti di compiere un lungo viaggio in giro per il mondo. Lo stesso compiuto dal fotografo e documentato in scatti nell'arco di tanti anni di lavoro.

Intervistato dal giornalista Michele Smargiassi, McCurry si è raccontato ai modenesi. Un resoconto dai primi passi, nel mestiere di fotoreporter, ad oggi. «Fino all'ultimo respiro continuerò a fare foto - ha detto il celebre fotografo - perché è la mia vita, mi appassiona, mi diverte, è la mia arte».

Com'è iniziato?

«Volevo fare un lavoro che mi piacesse - ha raccontato l'intervistato - così ho iniziato a studiare cinematografia. In seguito ho scoperto la fotografia. Ho capito che la soluzione perfetta era quella».

Perché?

«La fotografia mi permetteva di viaggiare, di raccontare delle storie - ha rimarcato McCurry - documentare e, forse attuare, qualche cambiamento. Quello era ciò che volevo fare per il resto della mia vita».

Tra i tanti viaggi, qual è stato il più significativo?

«Sono stati tutti importanti ed emozionanti - ha risposto il fotografo - ci sono luoghi come l'India a cui sono molto legato. Nel '79 sono partito per l'Afghanistan e quel viaggio ha segnato un momento decisivo, un passaggio. Avevo superato il muro del rischio. Ho così preso la decisione di diventare fotografo freelance».

Cosa caratterizza gli scatti fotografici?

«Quando vado in un luogo - ha concluso McCurry - entro nella vita del posto, vivo tra le persone e cerco delle storie da raccontare, per cui ho provato qualcosa. Mi faccio coinvolgere». Al termine di nuovo in fila. Stavolta era per farsi autografare il libro dallo stesso autore.

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