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Prelievi di 25 euro dai conti: modenesi contro le banche

di Saverio Cioce
Prelievi di 25 euro dai conti: modenesi contro le banche

Già vari istituti hanno deciso di applicare il costo aggiuntivo per coprire il decreto salvabanche. Federconsumatori Modena: «Mandate lettere di protesta»

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MODENA «Gentile cliente, le comunichiamo che per quest’anno le addebitiamo un costo supplemtare di 25 euro oltre a quelli che già sta pagando per il suo conto corrente. La nostra è una modifica unilaterale del contratto e pertanto, se lei non è d’accordo, può chiedere la risoluzione del contratto».

È questo, in estrema sintesi, il messaggio che alcuni istituti di credito stanno inviando ai loro correntisti per informarli di decisioni già prese e quindi irrevocabili. Sinora. Già molti hanno preso d’assalto i telefoni delle associazioni di consumatori per capire come opporsi al diktat delle banche ma le possibilità di manovre legali sono ridotte al lumicino.

IL PRELIEVO La ragione del prelievo forzoso? Il cosiddetto decreto salvabanche del governo che, per salvare dal fallimento alcuni istituti di credito, ha lanciato un salvagente e recuperato con fondi straordinari i soldi necessari. Immediata l’insurrezione dei soci minori, i risparmiatori, che si sono visti rovesciare sulle spalle altri debiti e azzerare il valore delle loro azioni. La scelta finale, dopo proteste di piazza e suicidi, è stata quella di indennizzare parzialmente i risparmiatori coinvolti a loro insaputa nei buchi di bilancio. Ed è qui che è venuto fuori il fondo che fa infuriare tutti.

«Alcune banche - attacca Maurizio Guidotto, responsabile di Federconsumatori Modena - hanno ideato un ulteriore balzello da far pagare ai correntisti come recupero dei contributi che devono versare al neocostituito Fondo Nazionale di Risoluzione. L’invenzione di questi manager è stata di deliberare una sorta di patrimoniale, la cui somma è variabile a seconda della banca, a carico dei clienti per sanare i guai creati da altri banchieri. Alcuni istituti di credito lo stanno comunicando ai clienti, sotto la voce “Parziale recupero dei contributi versati al Fondo Nazionale Risoluzione”. Altri invece lo infileranno sotto la voce “spese di chiusura di fine anno”. Invitiamo tutti i correntisti a spedire lettere di reclamo in cui si chiede di non effettuare l’addebito in occasione dell’ultima emissione dell’estratto conto del 2016».

"ROBA DA MATTI" Reazione infuriata da parte del Codacons: «Roba da matti - sbotta il responsabile Fabio Galli - Le banche devono saldare un pezzetto dei conti che hanno contribuito ad alimentare e immediatamente scaricano la questione sulla pelle dei più tartassati. Quindi una società commerciale in attivo o un’anziana pensionata vengono messi sullo stesso piano e gli vengono presi i soldi. Vorrei sapere quanti guardano gli estratti conto a fine anno, pieni di carte e cifre con riferimenti di ogni genere».

Quali sono gli istituti che hanno già dato corso al prelievo che dovrebbe scattare dal 1° novembre in poi? Mettendo insieme le varie dichiarazioni finora i più esposti in questo senso sono Unicredit, Ubi Banca e la Banca Popolare di Milano.

ECCO LE BANCHE Quanto agli istituti di credito modenesi il comportamento è finora più prudente. A parte Bper, che smentisce energicamente di voler effettuare prelievi sui correntisti ma di far fronte alle nuove uscite con fondi propri, Banca Emilveneta e Banca Interprovinciale sinora hanno deciso di soprassedere. Fino a oggi almeno. Diverso il discorso per l’ex Banco S.Geminiano e S.Prospero, confluito nel Gruppo Banco Popolare che pochi giorni fa ha dato il via libera alla fusione con Bpm. Molto probabile quindi un allineamento sulle posizioni di prelievo sui correntisti.

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