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Ralenti in aula chiede la prescrizione dei reati

di Daniele Montanari
Ralenti in aula chiede la prescrizione dei reati

Serra. L’ex sindaco verso il proscioglimento per i capi d’imputazioni maggiori «Trascorsi 7 anni e mezzo». La parte civile: «Per la corruzione ne servono dieci»

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SERRAMAZZONI. Ha deciso di ricorrere alla prescrizione Luigi Ralenti nel processo sugli appalti relativo all’operazione Teseo della Finanza. L’ex sindaco, imputato assieme a una decina di altri soggetti, tra cui l’ex soggiornante obbligato Rocco Antonio Baglio, ieri in aula con il suo avvocato Luca Scaglione ha presentato al Collegio istanza di immediato proscioglimento per estinzione dei reati contestati a seguito di intervenuta prescrizione, dopo 7 anni e mezzo (calcolati al 28 aprile 2016), per due dei tre capi d’imputazione di cui è oggetto. Innanzitutto, l’accusa di turbata libertà degli incanti, per aver condizionato tra il marzo e il luglio 2008 le gare relative ai lavori nel polo scolastico di Serra e la primaria di Selva a favore della società Restauro e Costruzioni che avrebbe poi subappaltato alla fioranese Unione Group della famiglia Baglio. In cambio, secondo l’accusa avrebbe ricevuto dalla Unione Group la falsa attestazione di 80mila euro versati per l’acquisto di un appartamento a Monte Salino (Montagnana) in una ristrutturazione che poi non si concretizzò mai. Di qui la seconda accusa di corruzione. Proscioglimento chiesto anche per la ristrutturazione dello stadio (da oltre 2,5 milioni), dove Ralenti è accusato sempre di turbata libertà degli incanti sempre a favore della Unione Group. L’avvocato Pina Di Credico, parte civile per conto del Comune, ha detto che a suo giudizio l’accusa di corruzione non può considerarsi prescritta, perché la nuova legge del 2012 indica un tempo di dieci anni.

«Essendo il patrocinatore di un ente pubblico - ha poi sottolineato – non posso non rilevare che da Ralenti, in quanto ex sindaco, mi sarei aspettata una rinuncia alla prescrizione». Alla luce infatti della carica pubblica che ha ricoperto per dieci anni e dei chiarimenti dovuti a una comunità tuttora profondamente segnata dalle inchieste nate sotto la sua amministrazione, questa scelta, per quanto legittima, impedisce di stabilire una verità giudiziaria sulle contestazioni maggiori che lo riguardano. Se la richiesta venisse accolta infatti, di tutto il mare magnum dell’inchiesta Teseo Ralenti rimarrebbe imputato solo per abuso d’ufficio per il passaggio di alcuni terreni da agricoli ad artigianali a Berzigala. Il Collegio deciderà se ammettere il ricorso alla prescrizione il 29 novembre. Se vuole, Ralenti è ancora in tempo per tornare sui suoi passi. «Come Presidio di Libera – ha sottolineato il gruppo presente anche ieri - insieme a molti cittadini ci aspettiamo che il nostro ex sindaco rinunci, così da poter dimostrare la propria innocenza».

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