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Rubati altri fucili e pistola Rischio armi nella Bassa

Valentina Corsini
Rubati altri fucili e pistola Rischio armi nella Bassa

L’ultimo colpo a Quarantoli: «Sventrata l’inferriata, ci hanno preso di tutto». E non è la prima volta, era appena accaduto a Mirandola e pure a Finale

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MIRANDOLA. «Hanno divelto un’inferriata e sono entrati, rubando tutto quello che potevano...». È sconsolato e si sfoga così l’affittuario della casa di via Diavolo, a Quarantoli, dove si è registrato l’ultimo grave episodio di furti commessi nella Bassa.

Stavolta i ladri si sono portati via anche alcuni fucili, almeno tre, e una pistola, che l’uomo deteneva legittimamente.

Il punto è proprio questo: da qualche tempo a questa parte infatti si stanno registrando furti di armi. Pochi giorni fa era già accaduto a casa di una coppia di commercianti di Mirandola. In quella occasione erano scomparse due pistole.

A cosa possano servire le armi in questi casi lo si può solo ipotizzare: se va bene prendono la strada dell’estero, dell’Est Europa, dove i ladri le indirizzano in gran fretta.

Non è pensabile infatti che fucili - spesso da caccia - che devono essere denunciati e hanno numeri di matricola e altri elementi identificativi possano essere tranquillamente riciclati, ricettati, restando nelle abitazioni delle persone che li acquistano.

L’altra ipotesi è invece che i numeri di matricola e gli elementi identificativi vengano abrasi, cancellati. E che le armi restino nella disponibilità degli stessi banditi, per commettere altri reati. Con il rischio che la detenzione di armi comporta, anche per chi ha a che fare con questi delinquenti, ovvero le forze dell’ordine.

La vittima del furto di via Diavolo, tuttavia, con l’intervento degli altri famigliari preferisce evitare i dettagli: «Ho fatto una denuncia, non vorrei che ci potessero essere delle questioni...».

È presumibile tuttavia che i banditi facessero “la posta” alla famiglia in questione. Hanno infatti atteso che i residenti si allontanassero per un impegno di alcuni giorni, con la convinzione di poter agire così indisturbati. Tanto che ad accorgersi del furto è stato un famigliare, mentre il proprietario era ancora altrove.

Certo che la situazione di via Diavolo non è tranquilla, affatto. Basta sentire lo sfogo dei vicini di casa del 70enne cui hanno rubato le armi: «Due mesi fa hanno fatto visita anche a me - Mi hanno rubato un tosaerba e altri attrezzi agricoli che detenevo nel capannone qui dietro a casa».

«Negli ultimi anni sono già venuti a rubare qui tre volte», aggiunge un’altra vicina.

Pochi giorni fa a Reggio i carabinieri hanno scovato un albanese che aveva nascosto a casa di un connazionale una delle due pistole rubate sempre nella Bassa, a Finale, qualche giorno prima. L’uomo aveva fotografato l’arma per esibirla o rivenderla e alla vista dei militari ha tentato di cancellare la foto dal telefonino, non riuscendoci ed innescando anzi il controllo.

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