Gazzetta di Modena

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«Accoglienza, qui niente barricate»

di Saverio Cioce
«Accoglienza, qui niente barricate»

Da Roma non pagano 5 milioni di arretrati. «Solo un Comune su otto accoglie profughi, gli altri non fanno nulla»

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Per l’assessore Urbelli il primo pensiero al mattino è quello di controllare il gruppo di What’s up creato assieme ai colleghi delle altre province della Regione. Prima del caffè viene l’aggiornamento sul numero di profughi e immigrati, parole e ansie corrono sui piccoli schermi dei telefonini da Piacenza a Rimini.

«Siamo stati tra i primi a utilizzare il centro di smistamento di Bologna per organizzare il flusso degli arrivi - sospira l’assessore ai Servizi Sociali - ma con questo ritmo di arrivi come si fa a programmare qualcosa?»

Già, gli sbarchi non si fermano. Il Viminale, dopo i primi controlli in Sicilia dirotta nei capoluoghi di regione gli stranieri. Di qui raggiungono le varie destinazioni, sempre che i residenti non facciano le barricate, com’è accaduto l’altroieri a Goro e Gorino, due paesi del Ferrarese sul delta del Po.

«Anche da noi c’è stato qualche fenomeno di rigetto, ma sempre circoscritto» ammette Giorgio Dell’Amico, presidente di Caleidos, la cooperativa sociale che si occupa di gestire la vita quotidiana di 1037 profughi e immigrati. In questi anni sono state 1600 le persone passate negli appartamenti, gli alberghi e le altre strutture destinate dalla sua cooperativa per accogliere gli stranieri inviati dalla Prefettura. Hanno vinto il bando, anche perchè chi si presentava in alternativa molto spesso non aveva neppure i requisiti minimi. All’ultimo giro di boa anche l’Angolo ha fatto la sua offerta e ora ospita 220 persone.

A questa geografia modenese dei profughi sbarcati sulle nostre coste si devono aggiungere i 75 gestiti dal Comune di Modena (65 adulti e 10 minori) nell’ambito del progetto Sprar (Servizio Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati). Infine ci sono 13 famiglie che hanno accolto in casa i profughi; alcuni di loro non hanno voluto nemmeno i soldi dello Stato previsti come indennizzo per la collaborazione.

Ma sono scelte molto rare. Contate. Di solito l’arrivo improvviso di nuclei consistenti di immigrati suscita problemi, almeno nei primi momenti. È successo a Formigine (dove ora 70 persone occupano tutti i posti disponibili in albergo), a Coscogno, a Lesignana. Ed è di queste settimane la protesta di alcuni vicini in una casa in viale Martiri della Libertà.

«Sembra paradossale - aggiunge Dell’Amico - ma i problemi ce li abbiamo avuti con gli italiani. Dopo un’assemblea a Modena una ragazza che si era espressa a favore dei profughi si è ritrovata la foto di un barcone di neri in arrivo e la scritta “Portateli a casa tua”.

Sui 1037 che seguiamo non ci sono casi penali. Devono seguire i corsi di italiano, con molti analfabeti. Una ventina vanno alle scuole medie, quattro all’università. Il nostro problema è trovare altri posti».

«Il ministro Alfano - conclude l’assessore Urbelli - dovrebbe darsi da fare per pagare gli arretrati, come per i 5 milioni alla Caleidos o all’Angolo. La quota dei 2,5 mille stranieri per Comune, come lui dice, non viene seguito da nessuno. Solo un Comune su otto ospita stranieri: se lo facessero tutti gli enti locali in Italia i problemi sarebbero risolti».

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