Castelfranco, un forte urbano a forma di stella custode di storia
Castelfranco, risale al 600 l’imponente fortificazione voluta da Urbano VIII, oggi sede della casa di reclusione
Castelfranco da sempre è terra di confine. Un tempo tra Stato Pontificio e Ducato di Modena, poi tra le province di Modena e Bologna. Un confine di cui ora c’è solo la segnaletica stradale e ciò che resta del Forte Urbano, magnifico modello di costruzione fortificata risalente al 1600. La fortificazione fu voluta da Papa Urbano VIII, discendente della casata romana dei Barberini e la sua costruzione iniziò nel 1628 ad opera del noto ingegnere Giuseppe Buratti di Senigallia, esperto costruttore di roccaforti. Buratti sfruttò, in parte, il materiale proveniente dalle mura già esistenti e completò l'edificazione nel 1634. La pianta del forte aveva la particolare forma “a stella”, con mura interne circondate da un largo fossato e quattro baluardi muniti di torretta intitolati a San Paolo, San Pietro, Santa Maria e a San Petronio (patrono di Bologna). La larghezza massima esterna era di 900 metri e l'accesso era consentito da una grande porta con tre ponti levatoi. Nel settimo volume degli “Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796” si legge che: «Il Legato Bernardino Spada ebbe dato principio alla costruzione della Fortezza Urbana, poco lungi dal confine modenese a Castel Franco, presso la strada postale che guida alle regioni di Lombardia. Nelle fondamenta di tale propugnacolo vennero poste medaglie d'argento e d'altri men nobili metalli, nelle quali da un lato era l’effigie di Papa Urbano VIII e dall'altro il disegno della mole marziale che si andava erigendo. In alcune invece scorgevasi un san Petronio, col pastorale in una mano, e nell'altra la città di Bologna, cui stava nel rovescio il motto “Saecuritas publica”. Tale fortezza venne fornita di quattro baluardi, che da diversi Santi prendevan nome; ed avevano centotrenta cannoni stabili, senza alcuni altri di uso straordinario, i quali furono colà recati da Bologna, da Ancona, e da Perugia». Durante la Guerra di Successione Spagnola, dal novembre 1708 al 15 marzo 1709, le truppe bavaresi assediarono il forte e resistettero ai numerosi e vani tentativi di liberazione in particolare ad opera del nobile casato degli Albergati. Nel 1796 fu la volta delle truppe di Napoleone di insediarsi nel forte. Dopo la proclamazione di Napoleone a Re d'Italia nel 1805, iniziò la trasformazione della costruzione con l'abbattimento delle torri e delle mura anche per permettere alla via Emilia di avere un percorso rettilineo, sul quale l'imperatore francese fece piantare filari di alberi per far marciare le proprie truppe all'ombra. Nel 1831 una terribile epidemia di colera si abbatté su Castelfranco (e su gran parte dell'Europa) e il forte venne adibito a lazzaretto. Altri cambiamenti strutturali vennero apportati durante la costruzione della linea ferroviaria Milano-Bologna nel 1855, mentre i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale danneggiarono seriamente lo storico edificio. Già Napoleone gli aveva dato la funzione di carcere, funzione sospesa per il colera e poi ripristinata per lunghissimo tempo. Dal 2005 l'istituto è trasformato da Casa di Lavoro a Casa di Reclusione a Custodia Attenuata, composta da due distinte sezioni detentive di cui una per Detenuti definitivi tossicodipendenti e la seconda per Internati, cioè per soggetti sottoposti ad una misura di sicurezza detentiva. Oggi è possibile ancora ammirare il portone d'ingresso, parti delle mura e il terrapieno dal perimetro a stella.
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