Da Nonantola al giro del mondo in barca a vela
Silvano Sighinolfi e Vittorio Setti – 67 anni il primo e 69 il secondo – il globo terrestre l’hanno circumnavigato davvero compiendo un viaggio in barca a vela - durato 23 mesi – in cui hanno attraversato 5 continenti, cambiato 23 bandiere e solcato 3 oceani, percorrendo in tutto 40mila miglia.Il nonantolano Silvano Sighinolfi ha raccontato i suoi 23 mesi nell’oceano
NONANTOLA. Come due moderni Phileas Fogg e Passepartout – i protagonisti del celebre romanzo d’avventura ottocentesco “Il giro del mondo in 80 giorni” – due amici modenesi di lungo corso, sospinti dall’amore per il mare che li accompagna fin da ragazzi, hanno compiuto un’impresa reale degna di quella nata dalla fervida penna del grande Jules Verne. Perché Silvano Sighinolfi e Vittorio Setti – 67 anni il primo e 69 il secondo – il globo terrestre l’hanno circumnavigato davvero compiendo un viaggio in barca a vela - durato 23 mesi – in cui hanno attraversato 5 continenti, cambiato 23 bandiere e solcato 3 oceani, percorrendo in tutto 40mila miglia.
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Il resoconto della loro impresa – primi modenesi ad averla compiuta - diventa così un video di bordo di 45 minuti, presentato martedì sera a Nonantola in una Sala Sighinolfi gremita, grazie alla collaborazione con l’associazione Archeo.
«Siamo partiti l’11 agosto 2013 dal porto di La Spezia, per poi farvi ritorno l’11 luglio 2015. Quasi due anni di viaggio in barca a vela diventati il coronamento di un sogno per chi, come me, ha sempre amato il mare pur essendo nato a Rubbiara, proprio vicino alla celebre Osteria di Italo – scherza emozionato Sighinolfi – prima ci siamo diretti verso le Baleari, poi abbiamo fatto rotta sulle Canarie. Qui abbiamo preso parte ad una regata di barche da crociera, il cui arrivo, dopo la traversata dell’Atlantico, era Santa Lucia ai Caraibi. Ed è da lì che è iniziato il giro del mondo vero e proprio. Abbiamo attraversato lo stretto di Panama, fatto rotta verso le Galapagos, poi Tahiti, Bora Bora, le Fiji e le Cook, dove abbiamo dormito su un’isola deserta alla Robinson Crusoe. Infine l’Australia, l’Oceano Indiano, il Sud Africa, Salvador de Bahia dove abbiamo vissuto la magia del fastoso carnevale brasiliano, poi le isole Bermuda e le Azzorre, prima di approdare nuovamente nel mar Mediterraneo e far ritorno in Italia».
Se il compito di redigere un entusiasmante diario di bordo geografico è spettato a Sighinolfi, è alla sagacia del compare d’avventura che vengono lasciati gli aneddoti più gustosi.
«In due anni abbiamo consumato 17 litri di aceto balsamico modenese, 400 bottiglie di buon vino, delle ottime tartare di tonno pescato al momento e 35 chili di parmigiano reggiano, perché la pasta non è mai mancata sulla nostra tavola – racconta divertito Vittorio Setti –anzi, è con un bel piatto di tagliatelle al ragù che abbiamo festeggiato compleanni e ricorrenze nel bel mezzo dell’oceano. Certo, alcune difficoltà ci sono state; ma la paura mai, perchè in barca non ne hai il tempo. Le burrasche si dimenticano in fretta, sono “un mal scurdòn” come diceva sempre mia nonna, e alla fine resta solo l’emozione».
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