E il compagno di classe aiuta l’amico a fare sport
Formigine. L’assessore Sarracino: «È occasione di crescita per l’alunno disabile e per i ragazzi normodotati per superare pregiudizi e preconcetti sulla diversità»
FORMIGINE. Trentatré studentesse e studenti ai nastri di partenza. Da novembre ad aprile svolgeranno un potenziamento di educazione fisica fuori dall’orario scolastico. Sono le protagoniste e i protagonisti di “Disabili e Sport”. Un progetto a cui hanno risposto venticinque ragazze e ragazzi del capoluogo e otto di Magreta. Durante l’ora “extra” saranno supportati da compagni di classe (due o tre per ognuno) e da insegnanti di sostegno. «È un'occasione di crescita non solo per l'alunno disabile - ha riconosciuto Simona Sarracino, assessore allo Sport - ma anche per il compagno normodotato che ha l'opportunità di superare pregiudizi e preconcetti legati alla diversità». Non è un caso che il superamento del pregiudizio o stigma che dir si voglia è il punto centrale della sesta edizione di Màt, la Settimana della Salute mentale, in corso di svolgimento a Modena e in provincia. Numerose le testimonianze dedicate allo sport. «La centralità del corpo favoriscono la relazione con l'altro - ha ripreso Sarracino - e il consolidamento di capacità cognitive utili alla realizzazione di un progetto di vita completo». Il progetto è portato avanti dal Comitato sportivo italiano di Modena. Il Csi intende potenziare l’offerta messa già in campo. L’obiettivo? È costituire una rete di azioni intorno a ciascuno dei partecipanti, sia una lei o un lui. L’importante è trasmettere il messaggio che il movimento, nelle sue varie espressioni, contribuisce all’armonia psicofisica della persona. Un equilibrio che si può consolidare nel tempo sia interiormente sia esteriormente nelle relazioni con gli altri. Una delle prossime frontiere in programma è mostrare alle famiglie la valenza a livello sportivo, sanitario e sociale del progetto. A livello provinciale sono undici gli istituti scolastici coinvolti. Il coordinamento è affidato alla dottoressa Paola D’Elia, laureata in Scienze dell’educazione e specializzata in attività motorie per persone diversamente abili. La stessa qualifica è stata acquisita dagli operatori coinvolti nell’iniziativa. Le attività sono svolte in collaborazione con il servizio di Medicina dello Sport dell’Azienda sanitaria locale di Modena e del Panathlon Modena. Alla base dei vari percorsi sono disposte fasi di programmazione delle attività e di analisi delle necessità di ognuno. Tutto per permettere all’atleta in questione di essere coinvolto al meglio, quale che sia la forma di diversa abilità. Il fine è quello di permettere ai partecipanti di migliorare l’autonomia personale, la gratificazione e la stima nei propri talenti.
Gabriele Farina
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