Fiom: «Sono avvalorati i nostri dubbi su Maserati»
Il sindacalista Pizzolla: «Se saranno confermate sono notizie che evidenziano gli elementi di criticità che condizionano il futuro dello stabilimento modenese»
Le indiscrezioni sull’ulteriore rinvio da parte di Fiat Chrysler Automobiles della produzione della vettura Maserati Alfieri, prima dal 2016 al 2018 e ora dal 2018 al 2020, ha accresciuto le preoccupazioni nel Modenese, dove da tempo c’è apprensione e incertezza sul futuro dello storico stabilimento Maserati di viale Menotti.
Si faceva affidamento non solo sulla proroga di produzione per i vecchi modelli Granturismo e Grancabrio, che è confermata ufficialmente, ma anche sulla scelta di affidare allo stabilimento modenese almeno una parte delle nuove Alfieri, quanto meno, dopo il primo rinvio, a partire dal 2018.
Ora arriva questa notizia e inevitabilmente si deve ancora una volta sottolineare che le perplessità di Fiom Cgil Modena riguardo a Marchionne, a Fca e al futuro modenese di Maserati trovano purtroppo un ulteriore riscontro.
«Se queste notizie verranno confermate, e sottolineo questa premessa perché per adesso non c’è nulla di ufficiale - dice Cesare Pizzolla, segretario Fiom Cgil Modena - devo ricordare come il nostro sindacato aveva commentato gli ultimi annunci di Fca sullo stabilimento di viale Menotti. Avevamo sottolineato con apprezzamento la proroga produttiva dei vecchi modelli ma al tempo stesso avevamo evidenziato gli elementi di criticità e di incertezza, come il blocco produttivo da gennaio ad aprile 2017, richiesto per adeguare le linee al restyling dei due modelli Granturismo e Grancabrio, che aumenterà il già pesante ricorso agli ammortizzatori sociali, in media sette-otto giorni al mese per un numero massimo di 100 lavoratori. Poi avevamo posto l’attenzione sulla mancanza di certezze riguardo l’assegnazione di nuovi modelli Maserati allo stabilimento di Modena. E ora, se saranno confermate, queste notizie non fanno altro che avvalorare le nostre perplessità, i nostri dubbi sul futuro occupazionale».
Va ricordato che il rinvio del debutto di Maserati Alfieri al 2020 non si deve a una semplice voce di seconda o terza mano ma viene attribuita a una affermazione di Giulio Pastore, general manager europeo della Casa del Tridente. Il rinvio sarebbe in relazione all’avvicendamento al vertice di Maserati, da quando Reid Bigland nei mesi scorsi ha preso il posto di Harald Wester, che è considerato il vero padre del progetto Alfieri.
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