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In calo l’occupazione per servizi, turismo e pmi del commercio

In calo l’occupazione per servizi, turismo e pmi del commercio

Le rilevazioni di Confesercenti nel terzo trimestre a Modena evidenziano sofferenza nel settore degli esercizi pubblici

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L'occupazione nel Modenese è di nuovo in calo per il terzo trimestre 2016, tra le piccole e medie imprese del commercio, dei servizi e del turismo.

Le rilevazioni sono dell’Osservatorio di Confesercenti, che ha effettuato un monitoraggio su oltre 1.300 imprese attive in provincia. Nel periodo compreso tra giugno e settembre di quest'anno risulta negativo il saldo tra assunzioni e licenziamenti: è pari a -0,6% e risulta più marcata la diminuzione dei nuovi contratti a tempo indeterminato.

«Una situazione - dice Confesercenti nel suo report - le cui cause vanno ricercate nel taglio degli sgravi contributivi in vigore dal primo gennaio 2016 ma anche nel dato delle vendite delle imprese del commercio al dettaglio su piccole superfici, che, come certificato anche dall'Istat, risultano nell'ultimo anno costantemente in regresso».

Riguardo l’andamento occupazionale per settori, quello dei pubblici esercizi denota la sofferenza occupazionale maggiore: -3,6%, il saldo tra attivazioni e cessazioni. Calo, significativo e preoccupante, soprattutto se rapportato al periodo dell'anno in cui gli occupati aumentano per l'assunzione degli stagionali. Nel trimestre appena trascorso, date le prospettive parecchio incerte, le imprese hanno sostituito le attivazioni a tempo determinato tipicamente estive con i voucher, strumenti molto più flessibili in grado di adattarsi a una situazione di mercato molto dubbia.

Commercio al minuto. Risulta lieve il calo occupazionale in questo settore: il saldo tra attivazioni e cessazioni nel terzo trimestre è pari a -0,2%. Sintomo di come questa tipologia di imprese, in fase di assestamento dopo anni di ricavi in forte calo, ora scontino la mancanza di prospettive di ripresa.

Commercio all'ingrosso. È l'unico ambito in cui il numero degli occupati risulta in crescita: +2,9% il saldo tra assunti e licenziati nel terzo trimestre. Le imprese dell'ingrosso, che mediamente registrano un aumento dei fatturati, sono in fase di adeguamento degli organici. Anche se prediligono stipulare contratti a tempo determinato, per conservare la necessaria flessibilità a fronte delle oggettive difficoltà nella programmazione a medio lungo termine.

«Risulta sempre più urgente - dice ancora Confesercenti - uscire da questa fase di stagnazione attraverso l'adozione di misure strutturali, stabili e durature per creare le condizioni per una vera ripresa della domanda interna, dei consumi, e, di conseguenza, dell'occupazione».

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