«L’incendiario di auto non è un ricettatore»
Pavullo. Archiviata l’accusa al 26enne: manca la prova che le biciclette in casa sua fossero rubate
PAVULLO. E' stato archiviato il procedimento giudiziario per ricettazione nei confronti di Abderrahim Yahayoui, il 26enne marocchino nella cui casa di Pavullo i carabinieri trovarono, a luglio, 13 biciclette, un tagliaerba e un decespugliatore. Merce per cui all’epoca si aveva il sospetto che fosse di provenienza illecita, ma non la prova “non essendovi - come precisa il suo avvocato Francesca Antonazzo - alcuna denuncia di furto in relazione agli oggetti ritrovati che permettesse di qualificare le biciclette come rubate”.
E al termine degli accertamenti, non sono state riscontrate prove di furto, tanto che il 28 settembre il gip ha disposto l’archiviazione del procedimento, sia nei suoi confronti che per il padre, accogliendo la richiesta avanzata dal pm con la motivazione che “non vi è prova della illecita provenienza dei beni”. Di conseguenza, biciclette, tagliaerba e decespugliatore sono stati dissequestrati. Per Yahayoui rimane invece aperto il procedimento penale con l’accusa di essere, con il 29enne tunisino Ousama Bouchiba, esecutore materiale degli incendi di due auto del 36enne Francesco Bettini su mandato del 48enne autotrasportatore pavullese D.R. che non tollerava la sua relazione con la propria ex moglie. (d.m.)
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