Gazzetta di Modena

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La centrale idroelettrica nascosta nel fiume Secchia

di Andrea Gilioli
La centrale idroelettrica nascosta nel fiume Secchia

Presentato l’investimento da sette milioni di Iren e Consorzio per l’impianto L’energia sarà rivenduta allo Stato. «Vogliamo essere ecologici e moderni»

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Un lago e sotto di esso, nascosta agli occhi, una centrale idroelettrica in grado di dare energia a 3500 famiglie. È quanto stanno realizzando lungo il fiume Secchia - all’altezza della traversa che collega Castellarano a San Michele - Iren e Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale, unici due soci della Bi-energia, che entro la primavera completerà l’impianto. Il progetto è nato nel 2008 da un accordo tra tutti gli enti utilizzatori dell’acqua che transita dalla traversa (consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale, bonifica di Burana, Hera ed Iren) e prevede la realizzazione di una centrale idroelettrica da 6.5 milioni di kw/h l’anno. La produzione energetica sarà immessa sulla rete nazionale e i ricavi conseguiti (suddivisi tra Iren Rinnovabili e Consorzio) consentiranno a quest’ultimo di coprire parte delle spese che ad oggi sostiene per alimentare le idrovore di Moglia e San Benedetto Po (Mantova), che permettono al canale di Reggio e al Canale di Modena di confluire nel Secchia (le opere idrauliche, risalenti agli anni ’30, erano alimentate dalla centrale di Farneta, poi nazionalizzata. Oggi perciò il Consorzio deve pagare ad Enel l’energia, con una spesa molto ingente, che drena fondi ad altre opere di sicurezza idraulica e bonifica).

La nuova centrale, già finanziata dalle banche, e in grado di dare un immediato ritorno economico, sorge in territorio sassolese, mentre sulla riva reggiana saranno installati la cabina di trasformazione e lo snodo tecnico per l’immissione dell’energia sulla rete nazionale. I lavori del cantiere, particolarmente complesso e che vede al lavoro numerosi ingeneri, operai e tecnici, sono a buon punto. Dopo il completamento il manufatto non rovinerà il paesaggio in quanto condotte, vasche di decantazione e locali turbine, verranno coperti dal terreno e dall’acqua del bacino irriguo che sorgerà sulla sponda sassoelese (finanziato con oltre 7 milioni di euro dal ministero dell’Agricoltura) e che permetterà di dare acqua ai canali di Reggio e di Modena nei periodi di siccità estiva. Vista la grande portata del Secchia l’impianto idroelettrico sfrutterà un dislivello di soli 10 metri, con l’acqua che, confluendo nell’impianto, azionerà, passando per un condotto da oltre 3.5 metri di diametro, due turbine Kaplan.

«I Consorzi di bonifica - ha spiegato il Commissario Regionale al Consorzio dell’Emilia Centrale, Franco Zambelli - hanno nel loro Dna la vocazione alla produzione di energia pulita e la collaborazione va proprio in questa direzione, all’insegna della modernità, dell’innovazione tecnologica e del minor impatto ambientale possibile. Una volta ultimati i lavori, l’area verrà riportata ad un aspetto naturale e i risparmi sul costo energetico per il sollevamento delle acque in inverno ci consentiranno di investire in altri importanti progetti».

Il consorzio ha precisato che i lavori per la centrale non sono finanziati con i soldi raccolti dai cittadini di Sassuolo e Fiorano (Comuni recentemente inseriti nell’elenco dei consorziati). L’impianto sassolese è uno dei primi realizzati dal consorzio, che ne sta progettando altri due sull’Enza mentre Iren ha già una lunga esperienza (con un impianto simile, sempre sul fiume Secchia, a Fornaci).

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