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nonantola. il campione morto

La fidanzata Sonia: «Innamorati in bici, Samuele era super»

La fidanzata Sonia: «Innamorati in bici, Samuele era super»

NONANTOLA. Samuele Schiavina aveva a Nonantola una fidanzata, Sonia Testi, con la quale condivideva il lavoro alla “FaceBike”, negozio che ha dato nome al team amatoriale di ciclismo. Sonia ne è...

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NONANTOLA. Samuele Schiavina aveva a Nonantola una fidanzata, Sonia Testi, con la quale condivideva il lavoro alla “FaceBike”, negozio che ha dato nome al team amatoriale di ciclismo. Sonia ne è presidente. Schiavina, Giro d’Italia e Tour de France all’attivo, socio. Ma le ore del lutto annebbiano la bellezza di un progetto imprenditoriale di pregio a Nonantola. Sonia ripercorre con dolore eventi, emozioni, ricordi. La voce mantiene il timbro pacato della donna forte però lo smarrimento per la morte di Samuele è palese.

Il primo incontro: ne parla volentieri, Sonia, quasi sollevata. «Accadde nel 2003 a Modena alla fine di una gara al Parco Novi Sad. Per me fu un colpo di fulmine. Lo avvicinai e gli chiesi la maglia del team. Me la diede, poi mi guardò negli occhi. Aggiunse che il suo numero di telefono però non me lo avrebbe dato. Vediamo se sei così brava da trovartelo da sola… Fece lo sbruffoncello insomma, perché sapeva benissimo che grazie ad amici comuni l’avrei trovato subito. Venne a trovarmi a Nonantola, cominciammo ad uscire e ci innamorammo. Aveva un carattere gioioso, ironico. Era una persona amorevole».

Schiavina, al momento dell’incidente, si trovava su una delle sue due moto KTM Supermotard. «Ma non su quella da pista... Samuele era molto prudente e accorto, non avrebbe corso rischi inutili». Poi lo schianto, il trasporto in ospedale, le fratture, 15 giorni di coma farmacologico poi il risveglio. Schiavina era lucido, nonostante la febbre alta che non lo avrebbe lasciato a causa di un batterio letale. «Ci hanno telefonato all’alba - ricorda Sonia - Emorragia cerebrale e coma. Ma io in questo momento voglio solo ricordare il suo amore. Samuele amava il lavoro, la famiglia, gli amici, la bicicletta, gli animali. E me».

Patrizia Cantusci

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