Gazzetta di Modena

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Sbancamenti abusivi, condanne illustri

di Daniele Montanari
Sbancamenti abusivi, condanne illustri

Casa Giacomone: 18 mesi per Tagliazucchi, il progettista Vandelli e il committente Giovannini. Confiscati i terreni lottizzati

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SERRAMAZZONI. Due assoluzioni e tre condanne illustri e pesanti.

Dopo sette anni, si è chiusa in primo grado la vicenda di Casa Giacomone (o Cà Bertè), tra i più discussi casi di gestione urbanistica a Serra nell’era Ralenti, con una lottizzazione in zona di pregio che ha condotto all’irreparabile abbassamento del crinale della montagna. Dopo una inchiesta complessa e avversata della Forestale, erano finiti a processo l’ex responsabile dell’Ufficio tecnico Enrico Tagliazucchi, la sua collaboratrice Enrichetta Giacobazzi, il geometra comunale Daniele Gorrieri e sul fronte privato gli ingegneri Adriano Vandelli (progettista) e Alessandro Giovannini (committente).

A parte la Giacobazzi, c’erano tutti ieri mattina per la lettura da parte del giudice Cristina Bellentani (presidente del Collegio composto con Andrea Scarpa e Manuela Cortelloni) dell’attesissima sentenza, con volti sospesi tra speranza e preoccupazione.

Un dispositivo articolato nella forma, di fronte a una vicenda molto complessa, ma netto nella sostanza. I geometri comunali Giacobazzi e Gorrieri sono stati assolti “per non aver commesso i fatti”.

Per Tagliazucchi, Vandelli e Giovannini è stato disposto il non luogo a procedere su reati minori: prescritti. Ma sono stati tutti e tre dichiarati responsabili di abuso d’ufficio, reato che ha assorbito quello di lottizzazione abusiva. Concesse le attenuanti, sono stati quindi condannati a un anno e sei mesi di carcere, con sospensione condizionale della pena. Si aggiunga il pagamento di 12mila euro di spese processuali sostenute dal Comune in quanto parte civile (attraverso l’avvocato Andrea Mattioli) e di danni da quantificarsi in separata sede (erano stati chiesti 10 milioni, cifra simbolica per un danno incalcolabile) ma per cui va anticipata subito una provvisionale da 300mila euro da dividere fra i tre. Il Collegio ha disposto anche la confisca di tutti i terreni lottizzati: passano allo Stato, nell’evidente scopo di impedire vecchie speculazioni sul paesaggio , “vestite” di nuovo.

Verdetto “esemplare” dunque, che ha accolto quasi in toto le richieste del pm Marco Imperato (aveva chiesto due anni, ma sempre la confisca).

Contrastanti ovviamente le reazioni. «Ora è completamente riabilitata la figura della geometra Giacobazzi - ha sottolineato l’avvocato Luca Brezigar - già assolta in altri procedimenti e dichiarata estranea ai fatti. È stata tanto sulla gogna, ma non c’entrava niente».

Sollievo anche per Gorrieri, e botta pesante invece per i condannati, a partire da Vandelli e Giovannini: «Eravamo convinti di aver dimostrato le nostre ragioni - ha osservato il loro legale Luca Pastorelli - il Tribunale ha pensato diversamente. La delusione c’è, siamo convinti che sia una sentenza sbagliata. Aspettiamo le motivazioni, faremo appello».

Dall’altro lato, soddisfazione del Comune: «Eravamo convinti che la nostra posizione, studiata per tanto tempo, avrebbe fatto emergere la verità - ha commentato il sindaco Roberto Rubbiani - non abbiamo mai dubitato dell’irregolarità del piano ma abbiamo lasciato che fosse il Tribunale a stabilire chi avesse ragione».

«A questo punto non si può non interrogarsi sulle responsabilità di chi, all’interno dell’amministrazione, ha lasciato che tutto ciò potesse accadere - ha aggiunto l’assessore all'Urbanistica Andrea Convenuti - pubblicizzando anche il piano sul giornalino comunale. Ora pagano anche quei venti proprietari incolpevoli, interessati dalla confisca. Avevamo avviato l’iter di annullamento del piano dando agli attuatori la chance di presentarne uno nuovo, facendo presenti i rilievi di illegittimità. Dispiace non abbiano voluto farlo: una sorta di “pentimento” poteva forse alleggerire la posizione».

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