«Sicurezza antisismica ignorata»
L’appello da Novi, “gemellata” grazie ai volontari con i Comuni colpiti mercoledì
NOVI. Norcia, Visso, Ussita, Castelsantangelo, Camerino... Nomi di località che in queste ore vengono citati per il nuovo terremoto in centro Italia.
Località che la Lungamarcia per L’Aquila partita da Novi nel 2013 non solo ha attraversato, ma dove c’è stato confronto e discussione sul tema della messa in sicurezza sismica e dove sono nate amicizie con la Bassa: «Amministratori locali, rappresentanti di associazioni e semplici cittadini con cui abbiamo dialogato telefonicamente in una recente iniziativa organizzata dal Circolo Naturalistico Novese nell’ambito della Fiera di Ottobre», spiega Silvano Tagliavini, che in questi giorni è stato con altri a Castelsantangelo.
«Ho un “groppo” alla gola, pensando che da oltre cinque anni insieme a Movimento Tellurico di Roma, associazione nata proprio per mettere in evidenza il tema della messa in sicurezza, diciamo che questa è la vera ed unica “grande opera” di cui il Paese ha bisogno. Altro che autostrade e ponti faraonici... Nella manovra economica per il 2017 dal Governo italiano si citano queste problematiche ma in maniera confusa, disorganica, limitata territorialmente per quanto riguarda il rischio sismico. Ci riempie la bocca con slogan e progetti denunciando però una evidente assenza di valutazione della reale portata del problema. Ci si scontra con l’Europa sulla necessità di indirizzare investimenti su questo tema ma ancora una volta improntato sull’emergenza. Non si è capito nulla o quasi, questa non è emergenza, è una grande “opportunità” economica di ripartenza “dal basso” del sistema produttivo italiano», denuncia Tagliavini.
Alla recente iniziativa di Novi avevano partecipato i sindaci di Novi (Turci), Accumoli (Petrucci), e Castelsantangelo (Mauro Falcucci)i presidenti della Pro Loco di Novi (Manuela Rossi), di Accumoli (Rita Marrocchi) e di Castelsantangelo (Antonello Urbani), i responsabili della Protezione Civile di Novi (Giorgio Casari), il presidente di Movimento Tellurico, avvocato Enrico Sgarella, Katia D’Apostolo, titolare di una azienda bio di Accumoli, Patrizia Vita, operatrice turistica di Ussita, il prof dell’Università di Bologna Matteo Agnoletto e per l’appunto Silvano Tagliavini.
Il tema era quello della messa in sicurezza, e della differenza di danni registrati in casi di politiche adeguate, perseguite in alcuni Comuni. I sindaci poi avevano fatto appello per strutture che non erano ancora arrivate (non cibo e vestiario, giudicati inutili in quella fase post sisma del 24 agosto, ma ripari per le aziende agricole e soprattutto soldi per far ripartire le attività).
«Legambiente Emilia Romagna, Movimento Tellurico, Circolo Naturalistico Novese stanno intraprendendo un percorso di studio e approfondimento per arrivare ad una Legge che veramente affronti il tema senza limitazioni territoriali di rischio sismico, dove vengano coinvolte le Comunità locali, dove i singoli cittadini siano messi in condizione di investire per la messa in sicurezza dei propri immobili prima che crollino, non dopo. Prima che ci siano danni irreparabili alle persone non dopo.Verremo ascoltati?», chiude Tagliavini.
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