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Baschieri registrato «Ordini da seguire»

Baschieri registrato «Ordini da seguire»

San Felice. L’imprenditore e la “cupola” delle grandi opere Oggi incontra il suo avvocato: chiederà la scarcerazione?

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SAN FELICE. Claudio Baschieri, il 63enne di San Felice arrestato nell’ambito dell’inchiesta Grandi Opere della Procura di Roma, potrebbe essere presto interrogato, su sua stessa richiesta.

La decisione verrà presa oggi nel carcere di Alessandria con uno dei suoi legali di fiducia, il professor Giulio Garuti, che l’imprenditore sanfeliciano ha nominato in queste ore quale avvocato di fiducia.

Garuti entra in uno staff del quale fa parte anche un collega di Bologna, che aveva seguito Baschieri in altre diverse vicende. Stamane si incontreranno.

«Ho appena ricevuto le carte e le sto esaminando - ha detto ieri il prof Garuti, il docente di Procedura penale che già difende un altro conosciuto imprenditore sanfeliciano, Augusto Bianchini - Da una prima delibazione, la figura di Baschieri non emerge con ruoli di così evidente responsabilità. Si ha l’impressione di un imprenditore che si ritrova alle prese di questioni controverse che non gli appartengono e che, prendendone progressivamente coscienza, prenda parallelamente le distanze, anche con atti espliciti. Impressioni, prima di ogni valutazione sarà indispensabile approfondire, anche nel confronto con l’ingegner Baschieri, all’esito del quale decideremo assieme al collega di Bologna se chiedere di essere immediatamente interrogati, o se invece rivolgerci al Tribunale del riesame».

Nel frattempo proseguono gli accertamenti della Procura che contesta a Baschieri (socio e procacciatore di affari della Goi, Grandi Opere Italiane srl) di avere fatto parte di una sorta di cupola: la Goi assegnava incarichi di foniture e consulenza a società collegate a quanti dovevano controllare, proprio per evitare i controlli. Per i Pm e il Gip, ai vertici dell’organizzazione c’erano, tra gli altri, Giandomenico Monorchio e Giampiero De Michelis, rampolli di noti personaggi.

E quando, alla fine dello scorso anno, si è rotto il sodalizio tra De Michelis - che viene estromesso dagli incarichi - e il Monorchio, l’organizzazione avrebbe chiesto a Baschieri di licenziare anche la figlia di De Michelis, Jennifer, nel frattempo assunta proprio nell’ambito dei reciproci favori dell’organizzazione.

In una delle intercettazioni al vaglio dei giudici, risulta come De Michelis avesse cercato di evitare il licenziamento della figlia, incassando invece la decisione di Baschieri di restare dalla parte di chi in quel momento era vincente nella lite, ovvero Monorchio e dintorni: «Gli ordini sono questi, ribellarsi sarebbe peggio», replicava Baschieri nella conversazione intercettata.

«Se non lo faccio mi uccidono», diceva, intendendo presumibilmente l’estromissione dai lavori, l’attivazione di controlli e altre difficoltà che avrebbero compromesso la partecipazione di Grandi Opere Italiane agli appalti ipermilionari della linea della Tav che collegherà Milano a Genova. E che, come la Salerno Reggio Calabria, ad avviso degli inquirenti ha registrato l’attivazione di una cupola affaristica sulle grandi opere. Cupola che il giudice, nel disporre tra l’altro 11 misure cautelari in carcere e 9 ai domiciliari, ha tentato di stoppare. Quanto Baschieri sia coinvolto, o quanto sia vittima del sistema, lo potrà accertare lo sviluppo del procedimento. (ase)

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