Carpi, pretendeva il pizzo dai negozianti: finisce in manette
A Carpi un immigrato indiano di 29 anni è stato arrestato dai carabinieri mentre sostava da un benzinaio. Con minacce di violenze avrebbe estorto denaro a dodici commercianti connazionali
CARPI. Con argomenti molto convincenti, cioè mazza e minacce di violenza, uno straniero di origine indiana B.S., nato nel 1987, ha messo a segno negli ultimi mesi ben 12 estorsioni a carico di suoi connazionali artigiani soprattutto nel settore alimentare (negozi e rivendite di kebab).
LA TRAPPOLA. Adesso però, e per i prossimi due anni e 6 mesi, l’indiano non potrà fare danni visto che i carabinieri l’hanno arrestato e consegnato al carcere di Sant’Eufemia. Non è stato facile eseguire l’ordine di carcerazione che pendeva sul capo dello straniero, da tempo introvabile. I militari, con grande professionalità, hanno indagato e hanno scoperto che l’indiano, nonostante fosse spesso a Carpi, frequentava una pompa di benzina a Medolla. I carabinieri, ben sapendo che prima o poi si sarebbe fatto vivo, l’hanno atteso nei pressi dell’impianto, che si trova vicino a un vigneto. I militari per alcuni giorni, travestiti da contadini intenti a potare, hanno atteso la “preda”. E l’altro giorno finalmente l’hanno individuata: lo straniero è arrivato in motorino e si è fermato alla pompa per fare benzina.
DODICI TAGLIEGGIATI. A quel punto i militari sono scattati in azione e hanno bloccato l’individuo. Se il giovane malvivente ora è in carcere lo si deve anche a uno dei 12 suoi connazionali taglieggiati che ha avuto il coraggio di denunciare l’episodio appunto ai carabinieri. La comunità indiana a quanto risulta era terrorizzata da questo giovane che chiedeva il pizzo ai negozietti. E per chi non sborsava la cifra di denaro chiesta dall’arrestato, erano guai: si rischiava di essere malmenati. Una vicenda che porta alla memoria i casi simili che si sono verificati circa 5 anni in città e che hanno portato all’arresto e alla condanna di una banda che agiva in città con le stesse modalità.
NON SOLO OMERTA'. Non tutti però all’epoca erano disponibili a pagare e tacere. Si ricorderà che in un kebab vicino al centro gli estorsori se la dovettero vedere con un connazionale che non ne voleva sapere di pagare e che reagì a suon di bastonate tra le urla dei clienti che fuggivano sotto gli schizzi di sangue. L’elemento arrestato dai carabinieri potrebbe essere legato a quella banda che evidentemente non è stata del tutto eradicata dal territorio di Carpi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
