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Eroi della Resistenza, onorificenza per 1800

Eroi della Resistenza, onorificenza per 1800

L’Anpi inizia domani a Cortile dove si incontreranno 80 famiglie. Il presidente: «Valori sempre attuali»

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Si troveranno in 80 domani mattina a Cortile per ricevere le pergamene dell’Anpi, l’Associazione dei partigiani.

Ma servirà oltre un anno per consegnare a tutti i “Resistenti” sopravvissuti alla guerra, circa 1800, che diedero la loro giovinezza per cacciare l’invasore nazi-fascista. Prende il via insomma nella frazione una serie di giornate durante le quali ai partigiani e a coloro che ne hanno supportato l’attività, saranno consegnate onorificenze alla presenza del sindaco e del presidente Anpi, Stefano Barbieri. «Non è stato facile rintracciare tutte queste persone - commenta il presidente dell’associazione. Per farlo abbiamo avuto bisogno di oltre un anno di ricerche, di contatti raccolti tramite i nostri banchetti alle iniziative pubbliche, di consultazione del data base della Fondazione ex Campo di Fossoli. Alla fine siamo riusciti a ricostruire la mappa di un folto numero di carpigiani che parteciparono alle attività antifasciste e partigiane nelle Brigate Partigiane “Dimes”, “Grillo” e “Scarpone” e nella prima Zona Partigiana (Carpi, Novi di Modena, Soliera e Campogalliano)». Si tratta di persone che dopo la guerra hanno svolto normali attività lavorative e che ora vedono riconosciuta la loro lotta contro il nazifascismo. Non mancano famiglie che negli anni si sono trasferite in altre città e che ora torneranno nelle zone in cui i loro congiunti hanno lottato per una società migliore.

«Con questo progetto - spiega il presidente dell’Anpi - vogliamo contribuire a far riemergere e far vivere la memoria dello spirito e dei valori che animarono i Resistenti e che furono scritti nella Costituzione Repubblicana del 1948. I valori di queste persone sono anti nazisti e anti populisti. Temi molto attuali anche in questo periodo in cui assistiamo a prese di posizioni non condivisibili, in particolare sul tema dei profughi, da parte di certi Paesi europei. Stupisce poi - conclude - che certe nazioni dell’Est che hanno vissuto la tragedia della dittatura possano dimenticare i disastri prodotti dal nazionalismo». (Rino Filippin)

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