Medico egiziano: Ateneo nell’imbarazzo
Caso Cardiologia. Non autorizzato dal Policlinico, aveva permessi dell’Università. Che però tace
Caso Cardiologia: la presenza del dottor Ahmed Reqz nella Struttura del Policlinico ai tempi della professoressa Maria Grazia Modena, e soprattutto nella Emodinamica diretta dal professor Massimo Sangiorgi, è diventata più definita dopo che nell’ultima udienza del maxiprocesso proprio Sangiorgi ha prodotto documenti finora sconosciuti che attestano le autorizzazioni dell’Università di Modena e Reggio per il medico egiziano descritto come un luminare della cardiologia. Aveva anche un badge e il camice.
Ma il nostro ateneo cosa lo autorizzava a fare? E perché solo dopo quattro anni spuntano questi documenti e addirittura un tesserino? La “briscola” giocata da Sangiorgi in aula lascia numerosi interrogativi senza risposta. E anche un po’ di imbarazzo istituzionale. È noto infatti che la direzione generale del Polilclinico sotto Stefano Cencetti non aveva mai autorizzato il cardiologo egiziano ad esercitare in ospedale: non avendo una laurea in Medicina riconosciuta in Italia, non poteva neppure toccare un paziente. Eppure risulta dalle indagini che ha partecipato a studi sperimentali (“Svelte” e “33 mm”). A che titolo era lì?
Lo abbiamo chiesto ieri all’Università, che ha deciso di non costituirsi parte civile. Ecco la risposta: «Se richiesto dal magistrato, l’Ateneo fornirà tutte le informazioni di cui è eventualmente in possesso». L’avverbio “eventualmente” stona: per forza, le carte mostrate da Sangiorgi devono corrispondere a un originale negli archivi di via Università. Inoltre non è chiaro se l’autorizzazione dell’ateneo riguardasse un semplice scambio scientifico con l’ateneo del Cairo, in Egitto, e prevedesse il soggiorno di un cardiologo per lezioni, studi e convegni, oppure autorizzasse altre attività, anche cliniche. Insomma, le carte dell’Università sono entrate nel circuito processuale, ma non è noto il loro esatto contenuto. Ma è un fatto che il dottor Rezq era stato affiancato all’équipe di Sangiorgi; a che titolo, è il punto da chiarire. I cardiologi della équipe davano ovviamente per scontato che avesse le carte in regola: solo la Modena, in quanto direttrice della struttura, e Sangiorgi per l’Emodinamica, avevano l’incarico di gestire i permessi per tutte le attività cliniche. Per questo colpisce il fatto che nel corso del processo abbreviato la difesa della professoressa Modena non abbia menzionato le autorizzazioni universitarie per Rezq e non ne abbia spiegato le competenze.
Carlo Gregori
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