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Patch Adams alla Casa di Fausta di Modena «L’amicizia miglior medicina»

Patch Adams alla Casa di Fausta di Modena «L’amicizia miglior medicina»

«L’amicizia è la migliore medicina». È il messaggio portato da Patch Adams alla Casa di Fausta. Scarpe alla Pippo, capelli tinti di blu, il dottor clown statunitense dona una valanga di sorrisi. I...

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MODENA. «L’amicizia è la migliore medicina». È il messaggio portato da Patch Adams alla Casa di Fausta. Scarpe alla Pippo, capelli tinti di blu, il dottor clown statunitense dona una valanga di sorrisi. I destinatari? Le piccole persone ospitate nella struttura e gli oltre cinquanta volontari in camice bianco che ne seguono le tracce a Modena. «È una bellissima persona», conferma Robert.

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Il lungo incontro con l’ospite è per il giovane una sorpresa inattesa. Un mix di poesie, scherzi e foto da mostrare ai figli un giorno. Il fondatore del Gesundheit Institute incontra poi per una decina di minuti i bambini nello spazio giochi. Immancabile naso rosso, mutandoni e tante scenette, persino con un pesce finto, per far dimenticare loro tutto il resto e concentrarsi sul divertimento. Varcata la soglia, l’abbraccio con i suoi seguaci del progetto Smile-X. Una “fart dance”, poi via verso l’Auditorium Ferrari di Maranello. Negli occhi degli studenti di Medicina si leggeva ancora la gioia per quell’incontro a lungo atteso. «Per noi è un’opportunità unica - afferma Martina Lancellotti - vogliamo creare un rapporto empatico con il paziente».

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«I pazienti ci insegnano le emozioni - riprende Cristina Bertoli - e noi cerchiamo di portare una luce nelle giornate di pioggia». «Un’ispirazione» per Manuel Lodesani. Hanno “nomi clown” (Scintilla, Iron Med, Coccola…), decorati sui camici con disegni. «È giusto mantenere un personaggio - spiega Mariella Reale - per evitare il burn-out (una sindrome da stress). Alla fine del servizio ci scambiamo le emozioni così quando si torna a casa tutto torna alla vita normale». «L’obiettivo è rendere più bella la giornata di una persona - aggiunge Sonia Rinaldi - anche soltanto per cinque minuti». Tanti vengono da fuori Modena.

«A Modena abbiamo anche ospitato un evento nazionale - ricorda Andrea Mascanzoni - e ci siamo trovati benissimo». Ci sono anche volontari dell’Ospedale del Pupazzo. «Facciamo divertire i bambini piccoli - racconta Riccardo Ficco - introducendoli nella realtà ospedaliera». Più introdotti nella Casa di Fausta chiedono di essere i dottori clown. «Ci sarà ancora un incontro con la direzione - garantisce Erio Bagni, presidente di Aseop, l’associazione che ha voluto l’edificio dedicato alla memoria della dottoressa Messori - credo che potremo essere operativi nel giro di qualche mese, non di più».

Gabriele Farina

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