Amélie, cane latitante da un anno
Adottata da Catanzaro, è fuggita di casa a Nonantola. La padrona: «Aiutatemi»
NONANTOLA. Non si rassegna, Francesca Cajumi. Dal giorno della scomparsa del suo cane, una femmina di nome Amélie fuggita dal giardino di via Farini 21, a Campazzo, che lei descrive “guerriera, indomita, autosufficiente”, è passato quasi un anno. Gli appelli si susseguono. Canili, volantinaggio, web. Non si rassegna Francesca al punto di ringraziare “anche a nome di Amélie” chiunque racconti i fatti di quel 24 dicembre 2015 in un pomeriggio di nebbia.
«Ricordo quel giorno con malinconia. C’erano bruma, freddo, tanto silenzio. Un attimo prima era in giardino, di colpo non più. Con Amélie era stato amore a prima vista. Aveva sei mesi quando l’adottammo dal canile di Mirandola. Era appena arrivata da Catanzaro, anima randagia, vagabonda. Da subito dimostrò di essere diversa da tutti. Formata nelle montagne dove era nata e cresciuta, Amélie era indomita. So per certo che è capace di cercare cibo o di cacciare e che, non avendo bisogno dell’uomo, non si avvicinerà ai centri abitati».
Francesca ricorda le fasi della fuga: «A casa c’erano stati lavori sicché una pressione sul cancello bastava per farlo aprire. Noi non ce ne eravamo accorti. Lei, sfruttando il suo peso, lo ha spinto ed è scappata».
È passato un anno, ma Francesca è sicura che Amélie sia ancora viva e nei paraggi. «È un cane molto grande. Se fosse stata investita, sarebbe stata individuata subito. Temo sia trattenuta contro la sua volontà. Di piste ne abbiamo seguite molte e continueremo a farlo. Ci volevamo un gran bene e sono sicura che vuole tornare da me. Il mio cellulare è 331.3222842. Prego chiunque riesca ad avvistarla di chiamarmi. Pesa più di 30 chili, è molto alta, snella, mantello nero focato, coda folta, semi arricciata, numero di microchip 380260041270569».
Patrizia Cantusci
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