Gazzetta di Modena

Modena

Caser, una speranza per 230 famiglie

di Enrico Vincenzi
Caser, una speranza per 230 famiglie

Nuova legge regionale permette agli inquilini di proprietà indivise di acquistare l’appartamento: «Eviteremo l’esproprio»

3 MINUTI DI LETTURA





«Finalmente riusciamo a vedere la luce in fondo al tunnel nel quale ci siamo infilati in questi anni».

Teresa Grasso, del Comitato Inquilini Proprietà Indivisa, commenta così le modifiche fatte in luglio alla legge regionale 24 del 2001. Tale modifica permette agli inquilini di un appartamento con contratto a proprietà indivisa di poter diventare proprietari dell'appartamento stesso, ed è stata fatta, dice il consigliere regionale Pd Luca Vandelli, «proprio pensando alle tante cooperative in procedura di liquidazione».

Il riferimento è al caso, tutto modenese, della maxicooperativa Caser, cooperativa per l'abitazione agevolata fallita anno fa in seguito ad un buco di bilancio di 29 milioni di euro. Come si ricorderà a tale cooperativa erano associate migliaia di famiglie in regione, 230 delle quali nel Modenese. Famiglie, queste, che già da tempo avevano intuito le cattive acque in cui versava la compagnia, e che non hanno mai smesso di chiedere a gran voce che fossero loro garantiti i diritti acquisiti, soprattutto davanti al timore di vedersi sottrarre la propria casa per pagare i debiti.

Per questo motivo la modifica alla legge 24 ha suscitato tanto interesse, dimostrato dalla grossa affluenza registrata ieri mattina al centro culturale La Fenice di via Canaletto, dove si è tenuto un incontro per presentare la modifica.

Gli inquilini potranno cambiare il proprio contratto da proprietà indivisa a proprietà divisa, un tipo di contratto che permette di andare a rogito e divenire proprietari a tutti gli effetti del proprio appartamento.

«Entro la fine dell'anno - ha detto il consigliere Luca Vandelli - dovremo andare in assemblea e fare una nuova delibera e definire con quali criteri la Regione definirà il contributo da restituire in caso di modifica del contratto, visto che il contributo per la proprietà indivisa era maggiore di quello per la proprietà divisa». Oltre a questa vi saranno altre quantificazioni da fare, legate anche al valore degli alloggi, che molto spesso saranno riscattati a valori anche sensibilmente inferiori a quelli di mercato, e vari iter legislativi da compiere. A complicare ulteriormente la questione si aggiunge il fatto che ad essere colpiti dal fallimento di Caser non sono stati solo gli inquilini a proprietà indivisa, ma anche chi aveva diverse tipologie di contratto, con situazioni molto diverse tra loro per difficoltà ed esigenze. Ciò non toglie che per molti questa modifica di legge rappresenti un passo avanti decisivo verso la sicurezza di poter continuare ad usufruire del proprio alloggio: «Abbiamo introdotto in legge la tutela scritta che nessuno deve perdere la casa in cui abita», dichiara Vandelli.

A lui hanno fatto eco nelle intenzioni esponenti politici dei territori modenesi colpiti, dall'assessore alle politiche per la casa di Formigine Pagliani, al vicesindaco di Castelfranco Maurizia Cocchi Bonora, l'assessore alle politiche abitative del Comune di Modena Anna Maria Vandelli e il sindaco di Nonantola Federica Nannetti.

«Le situazioni sono ancora tantissime - ha detto Grasso - Oggi abbiamo visto l'impegno dei Comuni coinvolti nella procedura. Speriamo vengano tutelate tutte le proprietà ed in tempi brevi, noi continueremo a vigliare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google