Direzione Pd, linea dura con gli assenteisti
Mentre ieri una nutrita delegazione modenese era a Roma in piazza per il Sì al referendum, il Pd di Modena inizia ad approvare le proprie nuove regole per richiamare all'ordine gli assenti alle...
Mentre ieri una nutrita delegazione modenese era a Roma in piazza per il Sì al referendum, il Pd di Modena inizia ad approvare le proprie nuove regole per richiamare all'ordine gli assenti alle riunioni. Nel territorio se ne parla dall'autunno del 2015, ma anche all'ultima seduta di fine settembre (assemblea e direzione) era mancato proprio il numero legale. Ebbene, la seconda riunione, convocata ieri sera, ha invece centrato l'obiettivo. Per ora si parla solo dell'assemblea; il percorso della direzione, analogo, si completerà alla prima riunione utile. In concreto cosa è stato deciso? È stato stabilito che, dopo tre assenze ingiustificate di un delegato (la giustificazione può essere anche verbale), il presidente dell'assemblea comunica allo stesso che un'ulteriore assenza ingiustificata comporterà la decadenza dall'organismo. Il tutto previa comunicazione alla commissione di garanzia, organo deputato a decretare materialmente l'eventuale decadenza del delegato. Il presidente, inoltre, avrà anche il compito di sollecitare i componenti dell'organismo che non abbiamo provveduto a mettersi in regola con l'iscrizione al partito. In realtà, finora si era parlato delle tre assenze come condizione già sufficiente per avviare la decadenza, ma evidentemente si è preferito ammorbidire. Sta di fatto che l'assemblea provinciale ha approvato, sulla base di una terminologia che sa di 'apparato', i suoi due nuovi regolamenti sulla vita associativa del partito: il regolamento del partito provinciale e il regolamento dell'assemblea provinciale medesima. Si tratta di documenti che, nel solco tracciato dalla normativa interna al partito nazionale e regionale, ribadiscono ruoli, compiti e funzioni degli organismi locali. Questo «superando regole ormai obsolete (come, ad esempio, il riferimento al consiglio provinciale ormai abolito), ribadendo prassi consolidate e apportando innovazioni chiarificatrici», segnalano dal partito guidato in provincia da Lucia Bursi, anche sulle modalità per la decadenza e la eventuale surroga dei delegati che risultino per tre sedute consecutive assenti ingiustificati alle riunioni.
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