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«Innocente, e voglio spiegarlo»

San Felice. Grandi Opere: Claudio Baschieri, in carcere ad Alessandria, chiede l’interrogatorio ai pm

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SAN FELICE. Provato da un’esperienza choccante, ma deciso a dimostrare la sua innocenza.

Ha reagito così all’arresto e a tre giorni di carcere l’imprenditore sanfeliciano 63enne Claudio Baschieri, che ieri ha finalmente potuto sfogarsi. Confidandosi e raccontando all’avvocato Giulio Garuti la sua contro-verità sulla cupola delle Grandi Opere, nella quale si è trovato coinvolto, con l’accusa di corruzione.

Un colloquio iniziato a metà mattinata e concluso alle 14 del pomeriggio, dopo oltre 4 ore. Con la decisione di chiedere già nella giornata di lunedì un interrogatorio al Procuratore di Roma che ha condotto le indagini, dottor Cascini.

«Perchè non c’è stata alcuna corruzione - ha insistito Claudio nella conversazione con Garuti - e non ho fatto parte di alcun patto malavitoso».

Tra le accuse, ad esempio, c’era quella di avere schivato i controlli acconsentendo l’utilizzo di cemento “farlocco”, poichè i contratti di fornitura erano stati siglati dalla ditta di Baschieri (la Grandi Opere Italiane srl) con societàù riconducibili a quanti dovevano controllare, a cominciare dall’ormai noto De Michelis.

«Non è vero - ha spiegato al suo avvocato difensore Baschieri - i controlli sul cemento si facevano, eccome. Utilizzavamo un cilindretto per effettuare le prove. E quando il cemento non corrispondeva alle aspettative lo mandavamo indietro. È accaduto più volte...».

Uno dei punti chiave di questi scambi di favori era stata poi l’assunzione nel cantiere della figlia di De Michelis, Jennifer, quale consulente.

«Io non sapevo neppure chi fosse, avevamo già un contratto con una società, ma non si trovava un tecnico che eseguisse i controlli e le verifiche in cantiere. Per non perdere un mese di tempo ed incaricare una nuova ditta, mi fu suggerito dopo la rinuncia di altre tre persone il nome della De Michelis, che venne conseguentemente incaricata dalla società. Con questa persona peraltro ho finito per litigare ed è stata allontanata. Tanto che c’è tuttora un contenzioso legale in corso, di mesi fa».

Baschieri ha ribadito che quelle che gli vengono contestate sono normali dinamiche di un cantiere di grandi dimensioni. Parliamo di un subappalto relativo alla costruzione dell’alta velocità ferroviaria tra Milano e Genova.

Ad Alessandria, dove è detenuto, sono arrivati da subito i famigliari. Venerdì hanno formulato l’istanza di poterlo incontrare, e sono in attesa della risposta dei magistrati. L’obiettivo, dopo l’interrogatorio, resta comunque di poter tornare a casa, al più presto.(ase)

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