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Trenkwalder, ecco i soldi ora si pagano gli stipendi

Trenkwalder, ecco i soldi ora si pagano gli stipendi

Prosegue il tentativo di risanamento, le banche “sbloccano” 30 milioni di euro Nei prossimi giorni saranno versati gli arretrati ai lavoratori somministrati

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Continua il tentativo di risanamento della società Trenkwalder, gruppo da 11mila lavoratori in tutta Italia di cui 2mila a Modena.

Dopo il "concordato preventivo con continuità" concesso dal tribunale arriva lo sblocco dei crediti da parte delle banche creditrici. In questo modo - grazie a 30 milioni di euro appunto "sbloccati" - sarà possibile pagare gli stipendi ai lavoratori somministrati. Il prossimo obiettivo, inoltre, sarà la seconda metà di gennaio 2017 quando dovrà essere presentato il piano di risanamento aziendale. A dare la notizia dello sblocco dei fondi è stato l'amministratore unico di Trenkwalder Italia - la sede è in via Ferruccio Lamborghini, di fronte alla Maserati - Peter Zehentleitner che spiega: «Dopo il via libera del tribunale le banche stanno sbloccando l'operatività delle linee di credito concesse alla nostra società. Si partirà finalmente a giorni con le buste paga dei lavoratori somministrati, riprendendo così la normale operatività. In questo modo completiamo il percorso di ristrutturazione aziendale in modo trasparente e nella migliore tutela dei propri creditori».

Questa operazione in gergo tecnico è detto di "turnaround" ed è coordinata dagli advisor Paolo Rinaldi e Matteo Nobili: «L'operazione - conclude l'amministratore unico Zehentleitner - sarà utile "Alla creazione di valore attraverso un intervento di risanamento aziendale che vuole dare continuità e sviluppo a una impresa caratterizzata ancora da un forte potenziale inespresso di posizionamento strategico e presidio manageriale, come testimoniano le tante manifestazioni di interesse ricevute in questi giorni da importanti fondi di investimento e grandi player del settore».

Lo sblocco della cifra di 30 milioni di euro dovrebbe servire appunto per stipendi, ma anche per le spese e i piccoli debiti che sarà necessario onorare per ripartire con le attività. L'azienda, com'è noto a tanti che cercano lavoro in questi tempi difficili, fornisce e gestisce lavoro interinale e nelle scorse settimane era stata costretta a chiudere filiali smettendo di pagare lo stipendio di settembre. Il 21 ottobre c'era stato un incontro dei vertici aziendali con i sindacati di Cgil, Cisl e Uil a cui Peter Zehentleitner ha spiegato le ragioni della debacle aziendale legata al blocco delle linee di credito e alla mancata rateizzazione dei debiti fiscali e dei proventi da fornire all'Inps. Pochi giorni fa, inoltre, il sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia Romagna Andrea Rossi aveva risposto a una interrogazione del consigliere Pd Stefano Caliandro spiegando di avere richiesto una apertura formale del tavolo di crisi. (s.l.)

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