Allarme per il ponte di Finale: i piloni pieni di crepe e ruggine
Il manufatto collega il Modenese a Bologna: ogni giorno vi transitano centinaia di auto e furgoni. Per i danni del sisma non sono stati stanziati i soldi per un’incomprensione tra Comune e Bonifica
FINALE. La tragedia di Lecco, con un cavalcavia crollato e le cui condizioni precarie erano già state segnalate, apre anche l’analisi dei ponti della provincia di Modena. In molti casi, va detto, ci sono stati interventi conservativi e di rafforzamento, ma quanto avviene a Finale, sul cavo Foscaglia, non lascia tranquilli i residenti. C’è infatti chi si è avventurato lungo lo scosceso argine per documentare la situazione, caratterizzata da ingenti crepe sia sui piloni che sul manufatto in cemento su cui scorre la strada e la ruggine - gli esperti sostengono non sia indice di pericolosità - che impregna i ferri, montati in parallelo a via Selvabella.
Lungo quell’arteria passano ogni giorno centinaia di mezzi: è infatti il tracciato più veloce per chi deve raggiungere il Bolognese, per chi necessita di arrivare a Finale da Crevalcore e dintorni e per decine di furgoni. Ed ecco che allora le condizioni del ponte che supera il cavo Foscaglia diventano un tema da affrontare con rapidità.
All’origine di tutto sta, come spesso capita nella Bassa, il terremoto. Il mancato intervento è dovuto ad una incomprensione tra il Comune e la Bonifica di Burana, essendo il Foscaglia un canale utilizzato per le irrigazioni estive e per alleggerire il Panaro in piena e quindi gestito da un consorzio. Il municipio, nei mesi dell’emergenza, quando era possibile segnalare le opere pubbliche che necessitavano di interventi di somma urgenza o di finanziamenti di messa in sicurezza complessiva (come avvenuto per il ponticello di Ca’ Bianca), era convinto di non essere proprietario del ponte, che invece doveva - per forza - risultare in carico al Consorzio di Burana. Per diverso tempo c’è quindi stata una situazione di stallo fino a quando il Comune ha deciso di prendere contatto diretto con il Consorzio di Bonifica proprio per sollecitare un intervento risolutivo. E la risposta è stata raggelante: quel manufatto, in base ad un decreto regio, non è di Burana ma di Finale. Ora si sta cercando di porre rimedio, ma la segnalazione dei cittadini e l’ultimo, drammatico episodio di Lecco potrebbe accelerare la soluzione.
Ma a Finale non c’è soltanto il ponte del Foscaglia a far tremare. Negli ultimi anni, a causa dell’erosione, anche l’alveo del fiume Panaro si è spostato, trasformando di fatto un pilone laterale del vecchio ponte in quello centrale. I calcoli di tenuta del peso potrebbero essere non più così precisi e sono soprattutto le eventuali, future piene a mettere a rischio la staticità di una struttura che negli anni scorsi è stata più volte chiusa al traffico e che tuttora vieta certi passaggi dei camion con carichi pesanti.
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