Gazzetta di Modena

Modena

I soccorsi modenesi già in prima linea

di Francesco Dondi
I soccorsi modenesi già in prima linea

I vigili del fuoco arrivati a Norcia e i colleghi li coprono con un turno di 24 ore. Il portavoce di Sisma.12: «Usare la testa»

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Il canto del Corpo dei vigili del fuoco suona così: “Il pompiere paura non ne ha”. Ed infatti, pochi minuti dopo le devastanti scosse di terremoto che colpiscono - ancora - il Centro Italia, arriva l’ordine. Il turno smontante della comando provinciale resta in caserma - così come i colleghi delle altre stazioni, che si sobbarcheranno un turno di 24 ore consecutive - il gruppo operativo pronto a prendere servizio parte invece per Norcia. Tutti si mettono sull’attenti, una pacca sulla spalla e via, verso il pericolo, o meglio, verso l’ennesima dimostrazione di professionalità e solidarietà. La stessa che ci hanno messo in queste settimane nei lavori di messa in sicurezza ad Arquata del Tronto oppure, stando più vicini a casa, nel disastro che colpì la Bassa nel 2012. Fatto sta che la squadra modenese, composta da 9 vigili del fuoco dotati di 4 mezzi e delle attrezzature necessarie ad operare in zone terremotate, si prepara ad un’altra emergenza. Oggi altri sei colleghi partiranno per le zone colpite per avvicendare i quattro pompieri da tempo sul posto e supportare con un funzionario tecnico il coordinamento delle operazioni.

Ma è tutta l’Emilia-Romagna che si è subito rimobilitata con la grande macchina della Protezione civile. Oggi, spiega una nota della Regione, 18 volontari - 10 più 8 del corpo volontari Carabinieri - due unità cinofile e due funzionari si aggiungeranno alla colonna mobile che ieri giunta a Caldarola, in provincia di Macerata, secondo Comune a ricevere aiuto, dopo quello di Montegallo, nell’Ascolano.La colonna mobile regionale era arrivata a Caldarola, per riattivare la mensa delle scuole elementari e medie, con l’obiettivo di fornire pasti a circa 150-160 studenti, oltre ai cittadini non in grado di organizzarsi autonomamente. In caso di necessità partirà anche un modulo-farmacia.

In centro Italia, al momento delle scosse, era presente anche Sandro Romagnoli, portavoce di Sisma.12, il comitato di cittadini che vive nella Bassa e che da anni analizza nel dettaglio la ricostruzione. «Per ora serve mantenere alta l’attenzione e seguire la testa e non la pancia - ha scritto sui social mentre postava una foto di Arquata del Trento ormai ridotta ad un cumulo di macerie - Qui hanno veramente bisogno, ma poi sarà il caso di riflettere anche sulle forme di intervento. C’è moltissima incertezza».

Intanto è ripartita anche la grande mobilitazione dal basso con i gruppi che nei mesi scorsi si erano distinti per l’invio di aiuti, tra cui molte roulotte, sono tornati a riaggregarsi e a rilanciare le azioni di sostegno alle popolazioni in ginocchio e sfollate.

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