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«Ricostruire come prima: impossibile»

«Ricostruire come prima: impossibile»

I modenesi Flavio Isernia e Max Martini nelle zone colpite dal sisma per Sky: «Non c’è più nulla»

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Con le loro immagini, con il loro racconto stanno documentando in presa diretta uno dei più disastrosi terremoti che la storia italiana ricordi.

I modenesi Flavio Isernia e Max Martini, il primo a Ussita, il secondo tra Visso e Castel S. Angelo sul Nera, hanno vissuto in presa diretta la forte scossa di magnitudo 6.5 che ieri mattina ha ulteriormente fatto crollare quel che era riuscito a resistere alle scosse precedenti.

«Io ero a Ussita, in centro - racconta Flavio Isernia - e ci siamo trovati a riprendere il crollo di una casa e l’impressionante nuvola di polvere che ha coperto ogni cosa. Una scossa tremenda. Sono due le cose che mi hanno colpito. La prima in positivo: credo sia davvero un miracolo che di fronte a una scossa di questa portata non ci siano delle vittime. E questa è la cosa migliore di questa giornata che, per il resto, ha proposto una situazione durissima per la popolazione, e per chi dovrà affrontarla. Quanto al resto è impressionante sapere che, oggi come oggi, qui ci sono migliaia e migliaia di persone che non hanno più una casa. Non hanno più nulla. Difficile riuscire a pensare di poter ricostruire tutto come prima. Qui non c’è più nulla...»

Max Martini storico videoperatore che, come Isernia, ha raccontato più di un terremoto non ha mezzi termini: «Una cosa apocalittica: qui non è rimasto più nulla. Quello che ho vissuto stamattina in auto non lo auguro a nessuno. Eravamo in macchina stavamo dirigendoci verso Visso, quando il nostro furgoncino ha iniziato ad ondeggiare a destra e a sinistra, non si riusciva a controllare. Ci siamo fermati vicino a un cimitero, dove è crollato tutto.... Abbiamo visto l’asfalto aprirsi, mentre all’orizzonte si alzavano nuvole di polvere dai paesi. Poi siamo arrivati a Castel S. Angelo e qui quello che non è crollato è gravemente lesionato».

Max Martini non dimentica la popolazione «Vivono una situazione tragica: qui da giorni è una scossa dietro l’altra, preceduta da rumori che ricordano dei tuoni. Quasi senza interruzione - spiega - E, polemica tutta mia, non capisco come si possa continuare a dire a queste persone che si ricostruirà tutto. Cosa si può costruire dal nulla? Perché qui non è rimasto più nulla: solo cumuli di macerie. Resteranno dei paesi fantasma e nulla più. Una situazione davvero apocalittica. Non ci sono parole per raccontarla».

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