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Bper e Creval, trattative per la fusione

Bper e Creval, trattative per la fusione

I responsabili Vandelli e Fiordi confermano le manifestazioni di interesse. Le due reti commerciali senza sovrapposizioni

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Le principali banche popolari italiane stanno completando il processo di adeguamento alle disposizioni della legge di riforma voluta dal governo Renzi. Si stanno di conseguenza trasformando in società per azioni: dopo Ubi, Popolare Vicenza, Veneto Banca, Bpm e Banco Popolare (che al tempo stesso hanno dato vita alla fusione), ora si è aggiunto il Credito Valtellinese. Il 26 novembre sarà il turno di Bper Banca: per quella data è prevista l’assemblea che sancirà il passaggio a spa e per questo l’istituto di credito modenese sta lavorando da tempo alla creazione di un gruppo coeso di azionisti che, con il controllo di circa il 25% del capitale, possa garantire la stabilità necessaria per resistere a eventuali tentativi di scalata da parte di grandi Fondi. La fusione tra Popolare di Milano e Banco Popolare è in ogni caso solo l’avvio dell’altro grande processo di ristrutturazione che coinvolge tutte le maggiori Popolari italiane, quello delle aggregazioni da cui nessuna dovrebbe restare immune.

E il futuro di Bper in questo ambito è attualmente sempre più legato a quanto sta accadendo in Valtellina, dove il Credito Valtellinese è da tempo il maggiore candidato a una possibile aggregazione con la banca modenese. Recenti dichiarazioni del presidente di Creval, Miro Fiordi, unitamente a quelle dell’Ad modenese Vandelli, hanno confermato i contatti fra le due parti, anche se lo stesso Fiordi non ha voluto escludere totalmente l’ipotesi di una fusione tutta valtellinese con la Popolare di Sondrio, peraltro ritenuta da più parti poco probabile. Va semmai ricordato che già in passato trattative in questo senso erano state avviate proprio da Creval e Bper. E devono essere sottolineate le parole dell’Ad Alessandro Vandelli: «Le banche valtellinesi - ha dichiarato - sono realtà con le quali abbiamo ottimi rapporti, quindi magari fosse possibile fare qualcosa con loro».

In più Bper e Creval presentano due reti commerciali compatibili che limiterebbero il rischio di sovrapposizioni.

L’alternativa, che non è mai stata del tutto abbandonata, sarebbe il matrimonio con Veneto Banca, l’istituto di Montebelluna che ora è passato sotto il controllo del Fondo Atlante. Anche in questo caso è noto come Bper abbia in passato rivolto il proprio interesse verso Veneto Banca.

Stefano Turcato

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