Esposto sul “bruciatore”: carabinieri in municipio
Finale. Acquisiti documenti sull’inceneritore a biomasse della Enel Green Power Intanto la ditta incontra la giunta: «Pagherà rilievi sull’aria e progetti ambientali»
FINALE. Carabinieri di nuovo in municipio a Finale, per cercare riscontri all’esposto su presunte gravi irregolarità nella vicenda dell’ex zucherificio trasformato nel contestato “bruciatore” targato Enel Green Power. Una sorta di inceneritore di biomasse (non solo sorgo), bruciate per produrre energia.
L’esposto è stato presentato nei giorni scorsi dal cosidetto “Osservatorio civico Ora tocca a noi”. Lo ha materialmente consegnato l’ex consigliere ed ex candidato sindaco Maurizio Poletti, poi uscito dalla coalizione che oggi governa a Finale.
L’esposto, indirizzato alla Procura della Repubblica di Modena, è stato presentato alla stazione dei carabinieri di Finale. Ne sono seguiti accertamenti di polizia giudiziaria, con la richiesta e l’acquisizione di documenti in municipio, dove i carabinieri hanno cercato riscontri concreti a quanto denunciato. Il Comune ha già fornito una prima relazione.
Nel fattempo però Enel Green Power ha risposto ad una lettera che l’assessore all’ambiente Gianluca Boetti aveva scritto nei giorni scorsi, quando subito dopo l’apertura ell’impianto c’era stato un incendio di biomasse che ha richiesto giorni di intervento e tanta paura.
«Ad Enel Green Power - spiega Borgatti - avevamo posto una serie di condizioni, a cominciare dalla possibilità che l’amministrazione e la commissione consiliare potessero accedere e verificare gli impianti. Inoltre chiedavamo di poter verificare la qualità delle emissioni. Abbiamo incontrato l’azienda venerdì e c’è stata grande disponibilità. Alla fine abbiamo concluso che piuttosto dell’acquisto di una centralina di monitoraggio la somma messa a disposizione da Enel Green Power doveva essere utilizzata in quota per un affitto di attività. Ovvero affideremo ad Arpae un incarico retribuito, per effettuare con le sue apparecchiature e i suoi tecnici, che si presume abbiano la necessaria competenza, adeguati e più frequenti rilievi sul territorio, almeno 4 volte all’anno. Risparmiando in costi di impianti complessi e in incarichi a tecnici, potremo destinare la residua somma, alcune decine di migliaia di euro, per progetti mirati di riqualificazione ambientale. Si tratta ovviamente di una intesa, che dovrà essere formalmente definita nei dettagli».
«I capisaldi di questonuovo esposto - precisa l’Osservatorio - si concentrano su varie problematiche riguardanti l'impatto ambientale provocato dall'impianto: vari problemi emersi in seguito al grave incendio verificatosi presso l'impianto il 18 luglio, incendio che ha provocato molti disagi e disturbi di natura sanitaria ai cittadini ed ha sollevato molta preoccupazione. Poi problematiche relative alle emissioni in atmosfera, dubbi e richiesta di verifica sulle erogazioni di risorse finanziarie pubbliche percepite dall’impianto. Infine la -presunta - mancanza di un reale accordo di filiera che era la precondizione imprescindibile ed inderogabile per dare avvio ai lavori di costruzione della centrale elettrica a biomasse». (ase)
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