Il castello di Sestola che da 1200 anni domina il Frignano
Costruito nel 753, poi ampliato nei corso dei secoli su uno sperone domina le valli di Leo e Scoltenna
SESTOLA. I primi fiocchi di neve sono già scesi e tutti gli sciatori stanno con il naso all'insù e contano i giorni che li separano all'apertura della stagione.
Nel frattempo Sestola vive, ed eccome! Da sempre il fulcro di questa vita è la suggestiva fortezza.
Dall'alto dello sperone di roccia su cui è abbarbicata, la costruzione di origine longobarda sovrasta le valli dei torrenti Leo e Scoltenna in posizione strategica nei pressi dei valichi con la Toscana.
Le prime notizie dell'insediamento sono datate 753 quando il re longobardo Astolfo fece dono di tutto il Castrum Sextulae al cognato Anselmo, signore dei territori dell'Abbazia di Nonantola. Ormai possedimento degli Este di Ferrara, nel 1337 Obizzo III lo ha trasformato nel più importante presidio militare estense del Frignano, sede del Governatore e del Consiglio della Provincia Frignanese.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.14343816:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.14343816:1650048519/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Per rendere la rocca ancora più sicura, ulteriori modifiche furono apportate da Alfonso II d'Este nel 1563: la pianta delle cerchia delle mura prende la caratteristica forma "a stella" (su progetto dell'ingegnere Marc'Antonio Pasi, che adottò questo stratagemma in voga al tempo per cercare di aumentare la possibilità di sfuggire al fuoco nemico offrendo meno superficie possibile agli attacchi), l'accesso alle quali avviene attraverso tre grandi portali d'ingresso (degno di nota soprattutto il portale con gli stemmi), gli imponenti bastioni fungevano da punto di raccolta per l'artiglieria pesante (i cannoni), mentre sulla corte (la parte che viene definita "borgo") sorgono gli edifici militari come la Palazzina del Comandante, gli alloggi dei soldati, l'osteria, le prigioni e poi l'oratorio romanico di S. Nicolò in Rocca già citato in documenti del 1114, che ha una abside semicircolare decorata da affreschi di fine '400 del pittore lucchese Tommaso Ribechino, la Rocca col Palazzo del Governatore (con tutte le strutture governative e amministrative), la Torre dell'Orologio (risalente al 1572), il Torrione semicilindrico e il possente Mastio a strapiombo.
Territorio di grandi battaglie tra Modena e Bologna quello del Frignano, ha visto però la rocca di Sestola tra le più inespugnabili. Solo nel 1815, con la Restaurazione, iniziò a perdere d'importanza e fu trasofrmata in un carcere prima e in residenza per i bisognosi poi.
All'inizio del Novecento divenne sede dell' osservatorio meteorologico e dell' Istituto estivo per la cura dei bambini malati di rachitismo. Ed è proprio questo istituto che fece crescere la popolarità di Sestola come luogo della salute, dove passare le vacanze in cerca del benessere.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il complesso viene utilizzato come colonia montana permanente fino al 1987. Di quegli anni è un imponente restauro che porta il Comune a trasformare la Rocca in un centro di aggregazione culturale, divenendo la sede dei Musei della Civiltà Montanara e degli Strumenti Musicali Meccanici e la "Stanza dei Ricordi" del soprano sestolese Teresina Burchi in Reiter, famosa interprete di Wagner, che ha cantato nei più famosi e prestigiosi teatri di tutto il mondo dall'inizio del Novecento fino agli anni '30.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

