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Pd e recupero del S. Agostino «C’è ancora tanto da fare»

Concluso il tour delle commissioni tra Biblioteche, musei e archivi, «ora il consiglio comunale ha una visione più puntuale delle attuali esigenze degli istituti culturali modenesi», ora viene il...

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Concluso il tour delle commissioni tra Biblioteche, musei e archivi, «ora il consiglio comunale ha una visione più puntuale delle attuali esigenze degli istituti culturali modenesi», ora viene il difficile. Ovvero, «comprendere come quegli stessi istituti potranno convivere all'interno del Sant'Agostino: non semplici inquilini ma attori in costante sinergia». Lo mette in chiaro la responsabile cultura della segreteria cittadina del Pd Federica di Padova, consigliere comunale a Modena, intervenendo sul percorso di approfondimento che il consiglio sta portando avanti sul Sant'Agostino. E piantando alcuni paletti ben precisi sulla strada che ora va percorsa. «Il progetto che stiamo analizzando infatti non deve limitarsi alla semplice ristrutturazione di alcuni edifici del nostro centro storico, ma deve ridefinire un pezzo di città, che si delineerà attraverso la pedonalizzazione della piazza, il restauro dell'ex ospedale, il trasferimento della Biblioteca Estense e Poletti e la riorganizzazione del Palazzo dei musei». Dunque, prosegue la democratica, «attenzione all'urbanistica, certo, ma anche ai servizi a partire, per esempio, da un'offerta di mobilità all'altezza dei tempi e delle altre città europee, che riguardi prioritariamente la mobilità dolce, soprattutto per chi viene da fuori -turisti, ricercatori, studiosi- ai quali sarà necessario dare valide alternative all'auto privata». Se dunque «molto è stato fatto, in termini di analisi e approfondimento, abbiamo davanti ancora mesi faticosi. Proprio perchè convinti della bontà del progetto, infatti, non possiamo rimandare una discussione approfondita e non interrogarci su quali saranno i servizi che questo nuovo polo dovrà offrire e per quali funzioni si dovrà caratterizzare».

Per il Pd si deve «partire da un'analisi dei nuovi bisogni della nostra città e contestualmente delle caratteristiche dei nuovi poli culturali che si stanno configurando o si sono da poco configurati a Modena (S.Paolo ed ex Amcm) e le strutture dismesse (ex caserme ed ex poste)». Infine, «bisognerà lavorare per mettere in relazione questo nuovo polo -declinando un rapporto nuovo- con gli altri istituti culturali della nostra città».

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