Cecilia tra gli alunni della media “Leopardi”
FIORANO. La scuola media Giacomo Leopardi ha organizzato una serie di incontri con testimoni d'eccezione e ad aprire la serie è stata Cecilia Camellini, modenese regina del nuoto paraolimpico, che ha...
FIORANO. La scuola media Giacomo Leopardi ha organizzato una serie di incontri con testimoni d'eccezione e ad aprire la serie è stata Cecilia Camellini, modenese regina del nuoto paraolimpico, che ha vinto la sua settima medaglia questa estate a Rio. Le classi prime e terze si sono radunate nell'atrio dove il professor Calvi, Giulia, Anita, Giada e Andrea hanno dato il benvenuto a Cecilia presentando la scuola. Hanno parlato della tradizione sportiva dell'Istituto che si è distinto a livello nazionale con una squadra di palla tamburello e delle numerose iniziative e progetti dei docenti per aprirsi al territorio e apprendere tramite l'esperienza diretta. I ragazzi hanno poi seguito in silenzio la proiezione della gara che ha visto la nuotatrice conquistare la medaglia d'argento nelle ultime olimpiadi. Finalmente il microfono è passato nelle mani della protagonista che ha raccontato la sua storia sportiva iniziata a tre anni nella piscina riscaldata ma concretamente a dieci quando ha intrapreso la carriera agonistica in una società di Reggio. Poi il dialogo con gli alunni. Tante le domande: da semplici curiosità - Come fai a nuotare diritto? Come puoi leggere e studiare? Ti arrabbi per la tua cecità? Possono coesistere sport e scuola? Come affronti le sconfitte? La campionessa ha ricordato i suoi primi anni di scuola quando per leggere utilizzava l'alfabeto braille mettendoli a confronto con il sostegno che riceve dalle nuove tecnologie, anche se ancora le piace sentire un amico che legge per lei un buon libro. Ha poi confessato che nel pacchetto alla sua nascita avrebbe gradito anche la vista, ma forse oggi non potrebbe vantare le sue luccicanti medaglie e condividere queste emozionanti esperienze con gli alunni. Si è soffermata sulla scelta del suo percorso di studio, sulla passione per la medicina, e non potendo proprio stare in sala operatoria con il bisturi in mano, ha pensato di poter dare ugualmente qualcosa agli altri come psicologa, sportiva ha aggiunto.
E vicino allo studio anche lo sport.
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