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Crescono in regione le imprese di stranieri

Crescono in regione le imprese di stranieri

Lieve aumento al 30 settembre con un boom delle società di capitale grazie alle norme per le srl

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Sono diventate 45.619 le imprese straniere in Emilia Romagna, con un aumento 1.175 unità in un anno (+2,6 per cento). La tendenza è più rapida in ambito nazionale (+3,6 per cento).

Questi dati, dopo il terzo trimestre 2016, risultano del Registro delle imprese delle Camere di commercio (InfoCamere) elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.

Ridotto l’aumento delle ditte individuali (+688 unità), mentre la normativa favorevole alle società a responsabilità limitata fa volare le società di capitale (+14,7 per cento). Bene i servizi (+1.143 imprese, +5,2 per cento), in particolare nel commercio (+451) e nell’alloggio e ristorazione (+276), ma anche l’industria (+1,4 per cento) Contengono la perdita le costruzioni (-0,4 per cento).

Quindi in Emilia Romagna c’è una crescita degli stranieri, sia pure più lenta rispetto a quella nazionale. Le 45.619 imprese a guida straniera raggiungono l’11,1 per cento del totale. In Italia l’aumento è ancora una volta più rapido (+3,6 per cento) e le aziende straniere superano quota 511 mila, il 9,9 per cento del totale. Le imprese straniere diminuiscono solo in Valle d’Aosta. L’incremento è più rapido in Campania (+9,1 per cento), Calabria (+5,1 per cento) e Lazio (+4,7 per cento). Nelle regioni con cui ci si confronta, l’aumento delle imprese straniere è più rapido in Lombardia (4,5 per cento), ma non in Veneto (+2,2 per cento) e Piemonte (+1,6 per cento).

Per quanto concerne la forma giuridica, la tendenza positiva di imprese a titolarità estera è data innanzitutto dalle ditte individuali (+688 unità, +1,8 per cento), nonostante gli effetti della crisi passata ne limitino l’aumento. In particolare costituiscono l’83,2 per cento delle imprese straniere e comprendono molte imprese marginali. Un altro contributo sostanziale è giunto dalla crescita più rapida delle società di capitale (+480 unità, +14,7 per cento): questo si deve in buona misura all’attrattività della normativa per le società a responsabilità limitata. Questa ha contribuito però alla riduzione delle società di persone (-1,0 per cento). Aumentano sensibilmente le cooperative e i consorzi (+6,3 per cento).

Riguardo i settori di attività economica, la crescita nel settore dei servizi (+1.143 imprese, +5,2 per cento), traina quella complessiva e è determinata soprattutto dall’aumento delle imprese del commercio (+451 unità, +4,0 per cento) e di quelle dei servizi di alloggio e ristorazione (+276 unità, +7,0 per cento).

Aumentano continuamente anche le imprese dei servizi per la persona (+168 unità, 13,8 per cento). È contenuta la tendenza negativa nelle costruzioni (-0,4 per cento) e segna ancora una crescita l’industria (+1,4 per cento), per la metà determinata dalle confezioni, e l’agricoltura (+4,4 per cento), settore marginale per le imprese estere.

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