Incontro con Carlo Castagna, sopravvissuto ai delitti di Erba
Sabato 12 novembre alla parrocchia di Sant’Antonio alle 20,45 si terrà un incontro con Carlo Castagna, unico superstite della strage di Erba, che ha scelto la via del perdono. Tutta la sua famiglia è...
Sabato 12 novembre alla parrocchia di Sant’Antonio alle 20,45 si terrà un incontro con Carlo Castagna, unico superstite della strage di Erba, che ha scelto la via del perdono. Tutta la sua famiglia è stata sterminata in quello che viene ricordato come uno dei più atroci delitti della storia d’Italia. L’11 dicembre del 2006 la moglie Paola (57 anni), la figlia Raffaella (30 anni) e il nipotino Youssef (due anni e tre mesi), vengono sgozzati da Olindo Romano e Rosa Bazzi per futili liti di condominio. Viene uccisa anche la vicina Valeria Cherubini, mentre il marito di Raffaella era in Tunisia. Carlo Castagna, 72 anni, un uomo coriaceo, ha imboccato la strada del perdono. «Mia moglie e io – racconta – avevamo sempre in mente una frase scritta sulla facciata di una chiesa di un paese vicino Erba, riferita alla croce: “Se mi accogli ti sorreggo, se mi rifiuti di schiaccio”. Il perdono non è frutto del buonismo, né della mia bravura: è un dono che Dio ci dà perché la vita possa ricominciare». Ma perché ha scelto di perdonare? «Non c’è alternativa a questo percorso – risponde –. Un cristiano deve opporre alla radicalità del male la radicalità del bene; anche in una situazione tragica come la mia che mi ha sconvolto l’esistenza. Come siamo amati da Dio, così dobbiamo amare i nostri nemici». (g.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
