Gazzetta di Modena

Modena

La scuola di italiano dove i migranti si sentono a casa

di Laura Solieri
La scuola di italiano dove i migranti si sentono a casa

L’idea di Maddalena Righi e un gruppo di amici di Formigine: «Ascoltiamo e condividiamo: sono ragazzi pieni di sogni»

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FORMIGINE. «Credo che il volontariato sia una grande risorsa per tutti: entrambe le parti infatti ne trovano giovamento. Anzi il più delle volte è proprio il volontario a portare a casa la fetta più grande di felicità. Si può combattere l'ignoranza e le paure che questa può portare».

Maddalena Righi, 22 anni, di Formigine, studia Scienze Politiche a Bologna e nel suo paese con un gruppo di amici ha dato vita a una scuola di italiano per migranti. La scorsa estate, Maddalena ha partecipato a un campo a Siracusa, organizzato dai preti Saveriani di Ancona, incentrato sul tema dei migranti, rafforzando il suo impegno in questo campo. «A Siracusa sono venuta a contatto con diverse realtà. Se non fosse per gli sbarchi, che accadono ogni giorno vicino a questa città, ho trovato la situazione non molto diversa da quella che possiamo incontrare a Modena - afferma Maddalena - Durante la nostra permanenza, abbiamo imparato quali sono i processi che permettono o meno a un migrante di ottenere i documenti. Oltre alla parte “legale”, abbiamo anche avuto modo di sentire racconti di chi vive ogni giorno accanto a queste persone e condivide con loro le fatiche quotidiane. Quello che abbiamo fatto non è stato molto e anzi può essere fatto anche qui: ascoltare e condividere. Anche a Modena sono tanti i migranti che possono costituire per noi una ricchezza con le loro storie e il loro vissuto. I ragazzi che abbiamo incontrato sono pieni di sogni e se sono qui è per potersi garantire una vita migliore, non di certo per dare fastidio a noi. Il “problema” dei migranti ormai ha raggiunto anche le nostre case; non è più possibile fare finta di niente - prosegue Maddalena - Anche nel mio paese la loro presenza è tangibile. A giugno dell'anno scorso io e altri amici abbiamo così deciso di dare vita a una scuola di italiano. Non siamo certamente insegnanti modello, ma il nostro obiettivo è prima di tutto passare del tempo di qualità con loro».

Fin da ragazzina, grazie agli scout e alla parrocchia, Maddalena racconta di avere avuto la possibilità di conoscere le realtà di volontariato di Modena e dintorni. «Il mio primo viaggio è stato a 18 anni in Brasile dove sono rimasta un mese facendo servizio in un asilo nido delle Suore di Madre Teresa con i bambini delle favelas. Due anni dopo mi sono recata in Madagascar. L'estate scorsa, sempre grazie al centro missionario, ho anche trascorso due mesi in Sri Lanka. L'impegno giorno per giorno può aiutare questi migranti a integrarsi nella nostra società, ma può aiutare anche noi che in questo modo cancelliamo le nostre paure nei confronti dello straniero - conclude Maddalena ritornando al suo impegno a Formigine - Da noi tutti possono partecipare. Inizialmente facevamo una lezione a settimana, poi date le richieste dei migranti e l'aumento dei volontari, abbiamo aggiunto un'altra serata. Insieme impariamo, giochiamo, ci raccontiamo, cercando nel frattempo di diventare amici».

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