Gazzetta di Modena

Modena

«Le chiamate mute di quel modenese sono reato»

di Carlo Gregori
«Le chiamate mute di quel modenese sono reato»

Telefonare di notte per 20 mesi è molestia: la Cassazione impone di riaprire il caso chiuso dal gip del Tribunale di Modena e obbliga a riconsiderare il reato se non come stalking almeno come molestia

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MODENA. Il giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Modena aveva chiuso il caso con un’archiviazione: non intendeva procedere contro l’imputato per l’insussistenza del fatto contestato. Le telefonate mute erano state fatte in un periodo di tempo tutto sommato esiguo e quindi il reato di stalking per il giudice non si configurava. Ma la parte civile non era dello stesso avviso ed è ricorsa in Cassazione. Ottenendo ragione: la sentenza è stata annullata e il giudice deve riconsiderare il caso.

La motivazione principale è che, anche se nel lungo periodo considerato dall’indagine le chiamate non erano state tantissime, restava il fatto che in certi periodi si erano intensificate soprattutto di notte creando disagio. In casa della vittima infatti il telefono squillava a ogni ora. Ogni volta toccava alzarsi dal letto, rispondere la telefono e scoprire che dall’altra parte non c’era nessuno se non un orecchio che malignamente ascoltava la rabbia e il turbamento che causava il suo gesto. Tutto questo, alla fine dei conti, è andato avanti per vanti mesi, anche se a fasi alterne. Secondo la Corte Suprema nella sentenza pubblicata pochi giorni fa, «il ricorso della parte civile si appalesa fondato e va accolto con conseguente annullamento della sentenza impugnata e rinvio al Tribunale di Modena per nuovo esame». In effetti, scrivono i giudici, il ragionamento esposto dal gup appare adeguato a sostenere la soluzione adottata in relazione all’ipotesi della accusa: il reato di stalking. «Difatti - scrive la Suprema Corte - la condotta lesiva risulta compenetrata da sole comunicazioni telefoniche e null altro». Quindi le chiamate sono da ritenersi moleste anche se mute. È vero, riconosce la Cassazione, che come ha rilevato il giudice di Modena un numero così limitato di chiamate non può aver provocato un logoramento psichico e una intimidazione che potesse suscitare un turbamento apprezzabile nella vita di chi la subisce, come prevede la legge sullo stalking. Sono però telefonate moleste e come tali però devono essere valutate. Anche attraverso un reato che preveda una contravvenzione.

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