Modena, Olympia: l’ex cinema è in totale abbandono
Da anni la storica sala cinematografica di via Malmusi a Modena è chiusa. Attualmente, anche osservandola dall'esterno, continua a resistere al crollo in piena decadenza e circondata da sporcizia: ecco cosa emerge da un semplice giro
MODENA. Come profetizzò l’ex assessore Daniele Sitta, «prima o poi, crollerà». Il Cinema Olympia è condannato a deperire sotto gli occhi di tutti in un degrado senza fine che dura ormai da otto anni. In attesa del botto finale. È risaputo che non ci sono interventi in vista da parte della proprietà ma persino l’aspetto esterno la dice lunga sullo stato di abbandono. Basta andare in via Malmusi per vedere che fine ha fatto uno dei cinema più belli e amati di Modena, disegnato nel 1954 dagli architetti neorazionalisti Vinicio Vecchi e Mario Pucci, quello con il celebre mosaico di Luciano Giberti alla cassa, un esempio raro di intervento artistico anni Cinquanta memorabile. L’aspetto è impressionante.
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L’emblema del degrado è l’insegna stessa del cinema circondata da cespugli spontanei cresciuti negli anni sul parapetto sottostante. La facciata è di un raro squallore: marrone con spuntoni e teli verdi coprenti. Le porte sono circondate da transenne da cantiere edile, le stesse che Sitta ben cinque nani fa rispondendo a un’interrogazione aveva detto che andavano tolte. «Non ci sono problemi di statica - aveva detto allora - libereremo la strada da quei ponteggi in un mese o due». E infatti sono ancora lì. Sono strappati, pitturati, bucati. Sono appoggiati su mattoni pieni di pattume, muchi di guano e foglie vecchie tra una trappola per topi e l’altra.
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Tutto sigillato, ovviamente: dopo la presenza di tossicomani che ne avevano fatto un covo, la proprietà aveva fatto un lavoro di chiusura a regola d’arte. Ma i segni del tempo sono implacabili anche all’esterno. E sbirciando dal buco nella rete davanti all’ingresso si intravvede lo stato interno del cinema: rifiuti edili e assi di legno gettate a terra in quel’atrio che considerato una sorta di gioiello, uno dei motivi che hanno portato il cinema sotto la tutela della Soprintendenza dall’ormai lontano 2008.
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I piccioni fanno il resto e ogni tanto anche improvvisati writer lasciano i loro scarabocchi, anche sul porta locandine. Mentre il voltone che dà sul cortile è vistosamente rovinato dalle infiltrazioni di acqua presumibilmente piovana. In marciapiedi stesso è poi coperto di foglie e pattume stradale. Non viene pulito da parecchio tempo
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Il tutto è in sicurezza, è innegabile, ma è difficile trovare qualcosa che evochi di più la decadenza di un luogo. Il cinema Olympia si trova in una strada curata come via Malmusi, a Sant’Agnese, vicino a viale Trento Trieste, e quindi il senso di degrado che emana risalta ancora di più.
I vicini passano guardano e tirano dritto. Alcuni ricordano che raramente si è visto qualcuno controllare. «Qui non si vede nessuno entrare e controllare», dice un residente dei paraggi che gira col cane.
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