“Scazza” e bar delle piscine tra concorrenza e polemiche
Sono vicini e la “concorrenza”, in un certo senso, è inevitabile. Scazza, fast food della prima ora, e il bar-tavola fredda della nuova piscina, in teoria si rivolgono a due pubblici diversi, ma...
Sono vicini e la “concorrenza”, in un certo senso, è inevitabile. Scazza, fast food della prima ora, e il bar-tavola fredda della nuova piscina, in teoria si rivolgono a due pubblici diversi, ma inutile negare che qualche polemica sotterranea c’è. E c’è il rischio che l’epilogo potrebbe essere doloroso per qualcuno. Anche se i due titolari, Vincenzo Scazza e Eugenio Righi, come loro stessi hanno affermato, si stimano, c’è il problema del ruolo del bar a servizio delle piscine, estive ed invernali. Il suo obbiettivo è fornire un servizio agli utenti della nuova struttura, oppure l’ambizione è quella di diventare un esercizio in cui possono pranzare e fare colazioni anche le persone di passaggio? I gestori dell’impianto, che hanno affittato il bar a Righi, probabilmente pensavano a un certo tipo di funzione ad ampio raggio. C’è però di mezzo Scazza. Porta via clienti al bar della piscina? Pare che ci siano utenti della piscina che prima di entrare o all’uscita preferiscano il fast food carpigiano invece del servizio interno alla “Campedelli”. «Prima della realizzazione della piscina - commenta Vincenzo Scazza - il Comune mi aveva chiesto se ero interessato a spostarmi nel piazzale delle autocorriere. Poi per fortuna non se ne fece nulla, anche perché quell’area è stata destinata a Casa della Salute».
C’è poi il problema della legge europea che impone agli enti pubblici di mettere a bando tutte le concessioni. Il Fast Food, che è stabilmente in quello spazio dagli anni ’90, si trova in un’area pubblica. «Al momento - spiega l’assessore Morelli - non abbiamo piani particolari sul piazzale delle piscine. Se poi gli esecrenti avessero motivo di malcontento ci metteremo attorno a un tavolo per discutere il da farsi».
«La concorrenza tra pubblici esercizi - commenta Massimo Silingardi, direttore Confesercenti Carpi - deve valere per tutti. Sono convinto che Scazza, struttura che dà lavoro a 15 addetti, potrà restare al suo posto». Intanto gli esercenti del bar della piscina si stanno attrezzando per incrementare il fatturato: dall’estate sarà possibile, anche senza entrare in piscina, pranzare al fresco. (ri.fi.)
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