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«Vivo in auto, ma sono felice così»

«Vivo in auto, ma sono felice così»

Immigrato parcheggia su via Industria: «Il mio sogno è trovare un lavoro»

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Si chiama Mushahid Ferdi. È nato in Marocco ma, dal 1987, vive in Italia con regolare permesso di soggiorno. Dopo aver trascorso gli ultimi quattro anni tra Reggio Emilia e Correggio, da poco è arrivato a Carpi, dove vive. Nella sua macchina. In un grande parcheggio della città. «Ho una bombola del gas con cui scaldo il the aromatizzato con la menta selvatica che raccolgo nei dintorni - racconta - mangio cipolla e, ogni tanto, fagioli. Mi lavo alle docce pubbliche. Durante il giorno passeggio. E prego». Mushahid è un ebreo marocchino: il padre era ebreo, la madre musulmana. Ha raggiunto i venti anni di contributi, ha sempre lavorato e ora vive con una pensione d'invalidità di circa 170 euro al mese. «Ho fatto il camionista - continua - ma ho smesso a seguito di un incidente sul lavoro. Da poco sono venuto a Carpi: è un paese calmo, tranquillo, bello». Mushahid non desidera l'aiuto di nessuno. «Non voglio disturbare nessuno. Voglio pregare - spiega - e vivere in pace. Non mi mischio con nessuno: non mi interessa la religione altrui, bisogna avere rispetto e fare il bene. Desidero solo pregare, anche se non sto bene così: vorrei un lavoro. Capisco, però, che noi stranieri siamo troppi e le persone hanno paura». Le forze dell’ordine conoscono Mushahid: periodicamente si accertano delle sue condizioni. «In qualche modo - racconta - si occupano di me e io prego per loro». Ferdi, come i più lo chiamano, in primavera, con i primi caldi, spera di trovare un lavoro. «Ma sono tranquillo - conclude - sarà Dio a giudicarmi: testimoni la pelle, il cuore e la bocca». (val.cam.)

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