Coop: «Pronti a chiudere la lite con Esselunga»
La Corte di Cassazione «ha sostanzialmente riconosciuto la correttezza delle conclusioni della Corte di Milano, che ha affermato la sussistenza del diritto di critica a favore di Bernardo Caprotti ed...
La Corte di Cassazione «ha sostanzialmente riconosciuto la correttezza delle conclusioni della Corte di Milano, che ha affermato la sussistenza del diritto di critica a favore di Bernardo Caprotti ed Esselunga e ha escluso la concorrenza sleale da parte degli stessi». È quanto si legge in una nota diffusa da Esselunga dopo la sentenza depositata dalla Cassazione, sull'udienza dello scorso giugno sui ricorsi presentati dalle Coop per il libro “Falce e carrello” scritto da Bernardo Caprotti, il fondatore di Esselunga deceduto lo scorso 30 settembre. E ora Coop Alleanza 3.0 rilancia e si dice pronta a chiudere il contenzioso.
Il Gruppo Esselunga pone l'attenzione sul fatto che la Cassazione ha affermato che «se la disciplina della concorrenza sleale ha come obiettivo quello di contribuire alla realizzazione di un effettivo mercato concorrenziale, nel quale il consumatore possa muoversi in modo consapevole e informato, è chiaro che le informazioni veritiere non possono considerarsi illecite». Dunque, sempre secondo la Suprema Corte, «è necessario precisare che, in presenza di notizie e apprezzamenti veritieri sui prodotti e sull'attività del concorrente, un illecito concorrenziale, è ravvisabile solo quando è negli stretti limiti in cui siano formulate vere e proprie invettive e offese del tutto gratuite nei confronti del concorrente, che traggano cioè mero spunto o pretesto nella diffusione delle notizie veritiere». Secondo Esselunga proprio «sulla base di queste premesse» la Corte «ha concluso per la inammissibilità e infondatezza del ricorso di Coop Italia» ed ha ritenuto «meritevole di ulteriore approfondimento ad opera della Corte d'Appello di Milano la controversia tra Coop Estense e il signor Zucchelli da un lato ed Esselunga e Bernardo Caprotti dall'altro».
Coop Alleanza 3.0 esprime soddisfazione per la sentenza della Cassazione sul libro “Falce e carrello” e stigmatizza l'interpretazione fornita da Esselunga secondo la quale la pronuncia dà ragione a Bernardo Caprotti. Secondo la Coop la sentenza ristabilisce la verità dei fatti, rimandando quindi alla Corte d'Appello di Milano per il giudizio finale: ovvero che il libro “Falce e Carrello”, in quanto opera «non letteraria», fosse sottoposto all'obbligo di raccontare cose vere e a una verifica puntuale dei fatti esposti. La Corte di Cassazione - sottolinea la Coop - ha affermato inoltre che il libro di Caprotti può, a pieno titolo, essere inquadrato nella fattispecie della concorrenza sleale. «Spiace che questa sentenza arrivi dopo la scomparsa di Bernardo Caprotti», si legge in una nota di Coop Alleanza 3.0 che si dice d'accordo con chi sostiene che «non vada processato un defunto». Per questo «Coop Alleanza 3.0 è disponibile - dopo l'importante e per noi sufficiente pronuncia della Cassazione - a riflettere sull'opportunità che i rapporti tra le due aziende riprendano una competizione che abbia come luogo di confronto il mercato, secondo le sue regole, e non le sedi giudiziarie, facendo un passo indietro dai contenziosi».
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