Gazzetta di Modena

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False fatture: contabile a processo

di Carlo Gregori
False fatture: contabile a processo

Rinvio a giudizio anche per il contribuente. Poco prima il giudice aveva prosciolto un altro suo cliente

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Due dichiarazioni dei redditi, due udienze preliminari per lo stesso autore. In un caso il contabile non era indagato ma lo era il suo cliente, poi prosciolto. Nel secondo era imputato con il cliente e entrambi sono stati rinviati a giudizio. Per tutte e due le cause, discusse ieri una dietro l’altra dal giudice Andrea Romito, l’accusa era sempre quella: aver allegato alla dichiarazione dei redditi delle fatture fasulle.

Autore delle dichiarazioni al centro delle inchieste del pm Lucia De Santis è G.C.S., un contabile della Bassa, difeso dall’avvocato Angela Pigati, più volte al centro dell’attenzione degli investigatori per appropriazione indebita (l’accusa è di non aver versato gli importi dei clienti destinati al fisco) e irregolarità consistenti nelle dichiarazioni dei redditi.

Ieri mattina la prima udienza preliminare riguardava un artigiano, difeso dall’avvocato Irene Casto, che nel 2009 presentò una dichiarazione dei redditi con due fatture che però, come si è poi scoperto in sede di verifica, non erano affatto sue. Erano fatture a lui sconosciute, una delle quali intestata proprio al suo contabile per il consistente importo di 24mila euro. Perché erano allegate alla sua dichiarazione? La domanda è rimasta senza risposta dato che il contabile non è stato coinvolto nell’indagine. Il giudice ha preso atto della situazione e ha dichiarato il non luogo a procedere per il contribuente: è stato prosciolto «per non aver commesso il fatto».

Meno bene è andato al secondo cliente comparso ieri in udienza preliminare, difeso dall’avvocato Fabio Pellacani, coimputato proprio con il contabile in questione, difeso dall’avvocato Pigati. In questo caso il pm De Santis accusava il contribuente di aver allegato una fattura fasulla: l’accusa è di dichiarazione con passivi fittizi. Ma poi in sede di verifiche all’Agenzia delle Entrate è emerso che il documento era cambiato: era diverso da quello presentato inizialmente. Per questo il contabile è accusato di falso.

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