Nasce un comitato a difesa del parco Ducale
L’obiettivo è il recupero di uno dei simboli di Pavullo: lotta al degrado e ripiantumazione delle conifere
PAVULLO. È nato il Comitato per il Parco Ducale di Pavullo, per il recupero dell’area simbolo segnata dal degrado e soprattutto dai vuoti lasciati dalla moria di abeti rossi. Dopo la sorta di “operazione conoscenza” che il 9 aprile ha visto lo storico Gian Luca Simonini ricostruire, grazie a una mappa del 1858, l’esatta fisionomia del gioiello voluto dal duca Francesco IV e completato dal figlio Francesco V, diverse associazioni culturali e ambientaliste si erano ritrovate a maggio sottoscrivendo un documento comune di impegni per l’amministrazione che sarebbe uscita dalle urne. Adesso il gruppo è diventato Comitato con la sottoscrizione il 21 ottobre presso la Casa di Nazareth dell’atto costitutivo firmato da 27 persone di vari enti, fra cui Italia Nostra, Lions, Rotary e Pro Loco. Nominato presidente l’architetto Giuseppe Lipparini, Consiglio composto da Erio Amidei, Sergio Bazzani, Adriano Corsini, Maria Luisa Severi, Alessandra Romani e Alessandro Palladini. E adesso si attende l’incontro con l’amministrazione di Luciano Biolchini (che ha dato alla sua lista civica il nome “La Pineta” richiamando proprio l’emergenza parco) per chiedere un progetto arduo ma irrinunciabile. L’idea di fondo è recuperare il senso autentico del Parco (un unicum a livello regionale) anche nel suo perimetro che in origine si estendeva a valle fino al rio Cogorno e a monte fino a Poggio Castro. Profilo che rivoluziona la tradizionale visione dell’area come limitata alla sola parte a monte della Giardini fino al “Sassone”, dando al resto il nome secondario di “pineta di mezzo” e “pineta di sotto”. Una dimenticanza della fisionomia originaria che ha portato a interventi edilizi anche all’interno del Parco, con ripercussioni negative di cui oggi si chiede almeno una mitigazione. E a tutela futura, l’inserimento dell’area nell’Atlante dei giardini storici d’Italia. I segni di degrado su cui intervenire secondo le modalità già esposte a maggio sono diversi, ma il punto cardine è questo: la ripiantumazione di conifere al posto di quelle tagliate. Non necessariamente abeti rossi, ma comunque esemplari d’alto fusto in grado di ricostruire la fisionomia alpestre che il duca aveva preso dalla sua Austria. Profilo evidente in particolare nella cornice che facevano alla Giardini e a via Marchiani “rappresentando il vanto e l’inimitabile biglietto da visita di Pavullo” che il Comitato rivuole al più presto. (dm)
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