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Rivara, lavori più lunghi per riaprire la chiesa

di Stefano Luppi
Rivara, lavori più lunghi per riaprire la chiesa

San Felice. Cantiere post-sisma fermo perchè si è scoperto che per costruirla nei muri erano stati utilizzati coppi da tetto. Variante al progetto in attesa dell’ok

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SAN FELICE. Ancora un anno, forse abbondante, per avere di nuovo la chiesa parrocchiale agibile, dopo "l'incidente" di percorso che ha interrotto il cantiere ai primi di agosto. Tempi non brevi, ma che hanno anche permesso di scoprire - ed è una rarità - che i muri della chiesa sono realizzati utilizzando dei semplici coppi da tetto. È quanto accade a Rivara, in tema di ricostruzione postsismica: la parrocchiale e la vicina sagrestia del paese, terribilmente lesionate dal sisma del 2012, hanno ricevuto due finanzianti regionali per la ricostruzione pari a 1,2 milioni euro. Il primo, da 730mila euro, è relativo ai lavori alla chiesa. E oggi sono in attesa del progetto per riprendere i lavori, come spiega il responsabile dei lavori Davide Calanca. «Abbiamo dovuto - spiega il professionista - realizzare una variante sostanziosa al progetto. Questo perché è impossibile, nei cantieri che riguardano i beni culturali, conoscere esattamente le situazioni a cui mettere mano. A maggior ragione dopo un sisma di entità 5.9».

Cosa avete trovato?

«In sostanza smontando le murature per controllare a fondo danni e crepe alla struttura siamo entrati in aree prima inaccessibili. Lì abbiamo trovato alcuni altri problemi, soprattutto lesioni sui muri e per intervenire avevamo bisogno di un ulteriore progetto».

Ora che accade?

«Visto che dobbiamo aumentare la spesa abbiamo bisogno del via libera della Regione, che finanzia, e della Soprintendenza alla quale il progetto è giunto a inizio agosto». Quanto costano i lavori?

«Attualmente abbiamo su Rivara 2 ordinanze: 732mila euro lordi quella relativa alla chiesa, il resto è relativo ai lavori sul complesso della sagrestia. Tenga presente che siamo costretti a realizzare i lavori in base al finanziamento, per cui qui facciamo non un adeguamento sismico, ma un miglioramento».

Che danni ha subito la chiesa?

«Nel 2012 è venuto giù il timpano della facciata, la lanterna di una cupola e varie parti dell'edificio si sono sbriciolate. Con i lavori interveniamo rinforzando in ogni zona dell'edificio».

Che tempi avete?

«L'ordinanza regionale prevede che i cantieri dei beni culturali debbano lavorare da 9 a 12 mesi, ma qui causa i problemi che le dicevo ci vorrà ancora un anno i poco più per concludere il cantiere. E alla fine saranno serviti due anni, due anni e mezzo. Purtroppo nei beni culturali i problemi sono dietro l'angolo».

Perché?

«Perché non vengono finanziati i cantieri e le demolizioni conoscitive e in questo modo dei problemi veniamo a conoscenza lavorando. Ma abbiamo anche scoperto la novità dei coppi che compongono i muri».

Nella Bassa resta comunque drammatico lo stato generale di avanzamento dei cantieri e dei lavori delle chiese, nella stragrande maggioranza dei casi in buona parte crollate o con lesioni gravissime. A quattro anni e mezzo dal terremoto non c’è chiesa originale che sia stata completamente restaurata e quello di Rivara è, nei fatti, l’unico cantiere avviato. E ora anche... fermo.

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