Modena. Sla: fari puntati sulla terapia alla rapamicina
I ricercatori modenesi testeranno sugli uomini il nuovo farmaco. Allo Storchi uno spettacolo per l’Aisla
MODENA Non siamo ancora, purtroppo, alla soluzione definitiva, ma ci sono speranze maggiori nelle ricerche per combattere la sclerosi laterale amiotrofica. La Sla, terribile malattia neurodegenerativa, è stata ieri al centro di una presentazione da parte della associazione italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (Aisla) con la quale sono stati annunciati importanti progetti di ricerca. Li stanno portando avanti Jessica Mandrioli di Baggiovara, Serena Carra di Unimore e Giancarlo Garuti e Michele Giovannini dell'Ausl.
Mandrioli, in collaborazione con 7 centri di ricerca, sta sperimentando una nuova terapia a base di Rapamicina, un farmaco immunosoppressore. Ancora non è testata sull'uomo - sugli animali funziona - e lo sarà ora su 63 di essi. C'è poi lo studio di Serena Carra con cui di recente si è identificato un compenso proteico che rallenta il decorso della Sla, mentre il programma di telemedicina respiratoria dell'Ausl sarà utile a migliorare la qualità della vita dei pazienti. Inoltre, per festeggiare i vent'anni dell'associazione Aisla, sabato alle 21 al teatro Storchi si svolge lo spettacolo di beneficienza “La forza della vita”
Parteciperanno gli artisti Paolo Vallesi, Fabrizio Fontana, Andrea Barbi e tanti altri (info. 3346396606). Spiega il sindaco Gian Carlo Muzzarelli: «Grazie alle attività di Aisla si attenuano le sofferenze dei malati di Sla. Io sono vicino a una persona che sta tenendo botta da anni contro questa malattia per cui invito tutti allo spettacolo dello Storchi che raccoglierà fondi per la ricerca».
Parla anche Giancarlo Ferrari, presidente di Aisla Modena: «Per i vent'anni della associazione abbiamo tante novità e io sono fiducioso sul raggiungimento a breve di importanti risultati. Dal punto di vista dei finanziamenti anche le secchiate di due anni fa sono state importanti».
Stefano Luppi
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