Trenkwalder, lavoratori in trepidazione
Elisabetta Tiddia di Cgil: «Sono tutti preoccupatissimi, nei prossimi incontri l’azienda dovrà darci garanzie concrete»
Sul caso-Trenkwalder Elisabetta Tiddia di Filcams-Cgil si sta prodigando, unitamente ai colleghi sindacalisti, per rassicurare i lavoratori e per favorire il mantenimento di tutti i posti di lavoro ma in questa fase si fa davvero fatica a credere che nei prossimi mesi sia possibile salvaguardare integralmente la realtà attuale.
«Sono continuamente a colloquio con i lavoratori dipendenti diretti di Trenkwalder - dice Elisabetta Tiddia - che a noi risultano essere 238 in totale, di cui meno di un centinaio a Modena fra la sede principale che tanti chiamano Pirellone, per la somiglianza con l’edificio milanese, e le altre di viale Amendola e in provincia. Abbiamo già avuto un incontro con la proprietà e ne avremo presto altri. Lo sblocco di 30 milioni di euro da parte delle banche ha consentito una certa ripresa dell’attività, anche se devo ricordare che gli stipendi ai dipendenti diretti erano stati pagati tempestivamente mentre il problema riguardava le migliaia di somministrati. È presumibile che non ci siano difficoltà per i prossimi pagamenti relativi al mese di ottobre ma nei prossimi incontri noi chiederemo garanzie significative».
E qui si innesta il quesito fondamentale sul futuro dell’azienda Trenkwalder Italia, che da questa vicenda, come ha ammesso lo stesso amministratore Peter Zehentleitner, ha ricevuto un danno d’immagine micidiale con centinaia di lavoratori somministrati che hanno cambiato agenzia di lavoro, passando alla concorrenza su sollecitazione delle stesse imprese utilizzatrici, vale a dire le stesse presso cui i lavoratori prestano materialmente la propria opera. La logica induce a temere che il calo drastico di clientela, fra aziende utilizzatrici e lavoratori somministrati, possa ripercuotersi concretamente anche sui dipendenti diretti di Trenkwalder Italia.
«Su questo punto - riprende Elisabetta Tiddia - dai prossimi incontri attendiamo risposte concrete. Non possiamo attendere il Piano che l’azienda, sulla base del concordato, dovrà presentare entro il 20 gennaio. Trenkwalder sa che entro novembre ci dovrà chiarire realisticamente il futuro dei dipendenti diretti, che giustamente ogni giorno ci stanno esternando la loro preoccupazione». Anche i sindacati ammettono la loro sorpresa per la situazione in cui improvvisamente si è venuta a trovare questa azienda: «Effettivamente Trenkwalder forniva solo impressioni positive - conclude Tiddia - dati ed elementi che facevano intuire il superamento delle fasi di crisi che hanno colpito più o meno tutti. Ora verificheremo se davvero il concordato basterà per salvare i posti di lavoro».
Stefano Turcato
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
