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Giustizia distratta e lenta: badante ereditiera si salva

Giustizia distratta e lenta: badante ereditiera si salva

Mirandola. Seguiva un’ottantenne affetto da “grave decadimento cognitivo” Prima che morisse casa donata e prelievi per 730mila euro ma c’è la prescrizione

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MIRANDOLA

La badante imputata di avere approfittato della debolezza, della progressiva demenza senile dell’uomo che assisteva. Risultato: rovesciato il testamento a favore della nipote che assisteva l’uomo prima e durante l’assunzione della badante. Nuovo testamento a favore della badante, prelievi puntuali da 1500 euro tutti i mesi, in compagnia della badante, che poi ha prelevato titoli per 730 mila euro poco prima che l’uomo morisse, ottenendo anche la donazione della casa. Siamo in territorio di Mirandola, al confine con San Felice. Una storia d’altri tempi. se non fosse che si è tradotta nell’imputazione e nel processo a carico della badante, oggi 60enne e all’epoca dei fatti avvenente 50enne, accusata di circonvenzione d’incapace.

Ma il processo non finirà mai con una sentenza di merito. Ieri il giudice ha alzato le mani, si è arreso. Riconoscendo che, tra testimoni da sentire e consulenti da “escutere”, la giustizia non arriverà in tempo. Ad aprile infatti il reato cade in prescrizione, essendo trascorsi ormai 12 anni dai fatti contestati.

La badante, erede e imputata, così potra salvaguardare - penalmente - i suoi beni: una dozzina tra immobili e terreni, sparsi tra San Felice, Camposanto e Mirandola. Oltre ai beni “mobili”, compresi presumibilmente i proventi di quanto acquistato con titoli e prelievi. Un pezzo di vicenda è stato ricostruito anche ieri in tribunale a Modena, davanti al giudice Meriggi. Poco prima della “resa”, e dopo avere ripercorso un altro clamoroso colpo di scena di questa vicenda. La nipote che ormai anni fa aveva denunciato - insospettita - la progressiva “ascesa” relazionale e patrimoniale della badante, non ha potuto costituirsi parte civile. Motivo: nessuno l’ha mai avvisata del rinvio a giudizio.

Perchè? Oltre ad averci messo parecchi anni prima di ottenerne il rinvio a giudizio, la Procura di Modena ha creduto che la nipote querelante fosse ... deceduta. E a nulla sono valsi i successivi tentativi di poter rientrare nel processo, a causa della sottile distinzione tra parte offesa e parte danneggiata, che ha costretto il giudice a negare questa riammissione.

Comunque inutile, visto come finirà la boccaccesca vicenda. Ovvero con una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione.

Agli atti del processo c’è il testamento dell’80enne Luigi, a favore della nipote. Era il gennaio 2005. E, dopo pochi mesi dall’avvento della badante, ecco il nuovo testamento a favore dell’allora 50enne collaboratrice domestica, una italiana che abita in zona. «Grato per la compagnia e l’assistenza prestatami», sottolineava l’atto attribuito all’80enne. Poi, man mano che veniva cerificata la demenza dell’anziano, in cura all’Ausl di Mirandola, si sono moltiplicati prelievi, asportazioni e donazioni alla 50enne.

Compresa quella della casa,nello stesso periodo in cui il dottore certificava “un grave decadimento cognitivo”. (ase)

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