Il M5s cambia il Consiglio: è scontro Pd-maggioranza
Pavullo. Accolte le richieste dei pentastellati sulle modifiche al regolamento Iseppi ironico: «I debiti elettorali vanno pagati: altri accordi li scopriremo poi...»
PAVULLO. È stato modificato il regolamento del Consiglio comunale di Pavullo, accogliendo le richieste dei 5 Stelle, ma la cosa non è stata indolore. Il passaggio infatti è stato fonte del primo, se non scontro, almeno vivace scambio di vedute con il Pd del gruppo La Torre.
I cambiamenti introdotti sono sostanzialmente tre. Innanzitutto, da ora è raddoppiato il numero di documenti che ciascun gruppo può presentare nella stessa seduta, passando a due tra interrogazioni e interpellanze e due tra mozioni e risoluzioni. Per evitare però che si crei una mole eccessiva di argomenti, la Conferenza capigruppo assume adesso più poteri-filtro. Ultimo passaggio chiave, la decisione di non ammettere più emendamenti alle mozioni se non preventivamente concordati con chi le ha presentate. E questo è stato il vero nodo del contendere. Per 5 Stelle e maggioranza, così si evita di stravolgere il senso di una mozione: «In passato – ha sottolineato l’assessore Gian Luca Muzzarelli – è capitato troppe volte, con l’obiettivo da parte delle maggioranze di allora di colpire il proponente talvolta arrivando anche ad umiliarlo nel costringerlo a votare contro la sua stessa proposta, perché non si riconosceva più nei contenuti».
Di tutt’altra visione Stefano Iseppi (“La Torre”), che ha fortemente criticato metodo e merito delle modifiche: «Avevamo chiesto a più riprese di aprire una discussione ma - ha attaccato - la maggioranza e i 5 Stelle non hanno mai risposto a questo nostro appello e hanno preferito andare avanti in modo arbitrario». Di qui la proposta di modifiche con un emendamento che chiedeva due cose. In primis, una mitigazione dei maggiori poteri della Conferenza dei capigruppo (che potrà ridurre e contingentare i temi) prevedendo al suo interno decisioni all’unanimità o, se non c’è, demandate al presidente. Poi soprattutto la cancellazione del “divieto di emendare”: «Non esiste in nessun Consiglio comunale della provincia – ha detto – è una palese violazione del diritto di iniziativa dei consiglieri, e lo denunciamo». E Iseppi si è anche tolto un sassolino dalle scarpe: «Colpisce la solerzia con cui avete voluto affrontare questo argomento – ha rimarcato - come se fosse la cosa più importante per Pavullo, che a me non sembra. Del resto, i debiti elettorali vanno pagati: voi avete avuto il sostegno dei 5 Stelle, e altri accordi forse li scopriremo in seguito». Per la cronaca, l’emendamento è stato respinto. E c’è stata a risposta alla stoccata, prima dai 5 Stelle con Davide Venturelli: «Non c’è nessun debito da pagare – ha sottolineato – ma solo proposte da valutare nella loro bontà. E siamo felici di aver avuto riscontro in un mese a fronte dei tempi biblici visti in passato». «Di debiti elettorali so di averne tanti, anche verso il suo elettorato, Iseppi – ha ribattuto in chiusura il sindaco Luciano Biolchini – e cercherò di pagarli tutti quanti».
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