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Modena: furto da cicli Paletti, il ladro è “incastrato” ma si salva all’estero

Modena: furto da cicli Paletti, il ladro è “incastrato” ma si salva all’estero

Identificato da un’ impronta alla Cicli Paletti dopo colpo da 10mila euro: da due anni è irreperibile Intanto le costose biciclette che avrebbe rubato con tre complici sconosciuti sono sparite e probabilmente qualcuno si sta godendo i soldi della loro vendita.

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MODENA. Un’impronta lasciata sulla scena del crimine lo incastra. Di lui si sanno nome e cognome e anche dove abita ufficialmente. A tutti gli effetti è imputato a un processo come autore di uno dei clamorosi colpi alla Cicli Paletti di via Vandelli, a San Martino di Mugnano.

Ma per la giustizia è irreperibile da due anni. E per almeno un altro mezzo anno lo sarà: il giudice ha esteso il tempo delle ricerche. Intanto le costose biciclette che avrebbe rubato con tre complici sconosciuti sono sparite e probabilmente qualcuno si sta godendo i soldi della loro vendita. Il caso che rischia di cadere nel vuoto, come tantissimi altri che interessano gli “irreperibili”, è emerso ieri mattina in udienza davanti al giudice monocratico. È uno dei tanti fascicoli per furto che ogni giorno si trova ad affrontare il tribunale di Modena.

Ma a rendere questo caso diverso è il furto in sé, che fece scalpore, e il fatto che si sappia tutto del suo probabile autore ma non si riesce a sapere dove si trova dopo che è riuscito a scappare senza problemi dall’Italia. L’imputato è Adrian M., moldavo 36enne. Si è arrivati a lui grazie a un’ investigazione della Squadra mobile della polizia di stato. Nel dicembre 2013 la Cicli Paletti - il negozio di bici da corsa di Luciano Paletti (scomparso un anno fa) - era continuamente preso di mira da una o più bande di ladri che spaccavano vetrate e muri per saccheggiarlo: 11 tentati furti e 2 riusciti in pochi mesi.

Ai ladri bastava prender poche biciclette per arrivare a ottenere somme consistenti dai ricettatori o da acquirenti senza scrupoli su internet. Infatti quella notte, alle 2.30, il negozio sulla Nuova Estense poco prima di Montale venne preso di mira ancora una volta. Quattro ladri spaccarono la vetrata, entrarono e portarono via quattro biciclette per il valore di 10mila euro: una Colnago, una da cross e due da turismo. Ma uno dei ladri lasciò un’impronta vicino al vetro rotto, come scoprì la Scientifica. Le indagini della Squadra Mobile della Questura col pm De Santis arrivarono subito a uno sbocco: l’impronta era nitida e dal casellario dattiloscopico corrispondeva a quella di un moldavo fermato pochi mesi prima per un controllo.

Un extracomunitario senza precedenti, ma l’impronta era sua. Per questo il pm Lucia De Santis lo ha rinviato a giudizio per citazione diretta accusandolo di furto aggravato in concorso con i tre complici rimasti senza un nome. Adrian M., da quando ha saputo della denuncia, era però già diventato uccel di bosco. Il magistrato ha emesso un decreto di irreperibilità il 13 ottobre 2014. Quindi da due anni sarebbero in corso ricerche per trovarlo ma senza risultati. Ora il giudice le ha estese fino ad aprile. Col rischio che, come per tanti “irreperibili”, questo caso cada nel vuoto.

Carlo Gregori

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