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Nel ’66 Pavullo sott’acqua come Firenze

Nel ’66 Pavullo sott’acqua come Firenze

Esattamente 50 anni fa l’alluvione in concomitanza col capoluogo toscano. «Eravamo senza parole»

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PAVULLO. Non solo Firenze, anche Pavullo il 4 novembre 1966 ha avuto la sua alluvione a seguito di quell’eccezionale ondata di maltempo di cui oggi ricorre il cinquantesimo anniversario. Le fitte piogge fecero esplodere un problema che non può considerarsi ancora pienamente risolto: quello del deflusso delle acque del rio Cogorno nel suo tratto tombato sotto via Marchiani, che fin dalla mattinata si trasformò in una sorta di grande canale in una Pavullo ancora molto diversa da quella di oggi, ma in cui la geometria degli edifici lungo la strada nata inizialmente come tangenziale era già ben riconoscibile. L’acqua ne bloccò tutto l’asse centrale, da Largo Ghibellini a piazza Toscanini, offrendo un colpo d’occhio da “piccola Venezia” immortalato in foto d’epoca gelosamente custodite. Come quelle nell’archivio de “La Fonda”, associazione che prende il nome dal più antico e centrale quartiere di Pavullo: «C’era una pizzeria con taverna nei pressi di largo Ghibellini – ricorda il presidente Franco Marchi – dove si andava anche a ballare. Fu completamente invasa dall’acqua, allagata fino al soffitto. Momenti drammatici, con danni pesanti a cui rimediare dopo. Ci sono immagini che fanno vedere anche vecchie Fiat 850 con acqua e fango arrivati fino ai vetri».

«Oltre alla pizzeria di Pasquale furono allagate tante case e negozi – sottolinea Giovanni Andrighetti – dalle parti della pozza del ponte l’acqua arrivò anche al primo piano di alcune case». «Io avevo 16 anni all’epoca – racconta Ettore Cassanelli – e mi ricordo che con degli altri ragazzini ci eravamo messi a guardare questa distesa d’acqua dal ponte della strada provinciale che porta a Polinago. Uno spettacolo impressionante, che lasciava senza parole di fronte alla forza della natura». Non fu peraltro l’unica volta in cui Pavullo finì sott’acqua: capitarono episodi anche prima e dopo. Chi ha buona memoria ricorda che sempre via Marchiani fu completamente allagata già nel 1962, anche se è più raro trovare immagini che documentino il tutto. Fu invece via XXII Aprile ad essere colpita verso la metà degli anni Ottanta: l’acqua venne giù dalla strada del cimitero inondando case e anche aziende, come il mobilificio Verdi e l’allora sede della Emilio Piacentini edilizia, con danni molto pesanti. Ma il colpo d’occhio della via Marchiani-fiume del 1966 resta unico, anche per l’effetto nostalgia di questa immagine presa vicino al ponte che mostra ai suoi lati fila di case ancora interrotte da ampi spazi vuoti, l’attuale distributore di benzina Q8 con la singolare scritta “Gulf” legata al gestore di allora e, nondimeno, diversi pavullesi che, nonostante tutto, con stivali e ombrello alla mano sfidano le intemperie pronti a guadare quel fiume nato in poche ore nel mezzo del paese. (dm)

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